Tipicità, Giampaolo Morelli ospite di Marche Film Commission con “La regola dell’amico”

FERMO - Il film, girato nelle Marche, racconta le donne del terzo millennio è stato al centro dell’incontro “Mamma a modo mio – il cinema racconta le donne del terzo millennio” passando dal cinema, alla psicologia, ai consultori per ripensare la famiglia di oggi. Il presidente Agostini: «Il cinema ci permette di trattare questioni serie e rilevanti con delicatezza, per aprire un dialogo che invita a riflettere su autonomia, identità e nuove forme di genitorialità».

Da sinistra Alessandra Fermani, Giampaolo Morelli, Angelo Serri, Andrea Agostini, Rossana Clementi e Daniela Iacopini

«Il film La regola dell’amico, la commedia romantica che ho girato nelle Marche, parte dalla scelta attuale di molte donne di diventare mamme single, si opta per la maternità senza dover per forza aspettare l’innamoramento o il partner giusto che non arriva. In Italia la procreazione medicalmente assistita per una single è vietata, così la protagonista del film, Ilaria Spada, chiede al suo migliore amico, persona fidata e di famiglia di fare un figlio con lei». Questo l’incipit del film La regola dell’amico raccontato da Giampaolo Morelli atteso ospite della Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission nell’ incontro pubblico condotto dal Presidente Andrea Agostini sul tema “Mamma a modo mio – il cinema racconta le donne del terzo millennio” al panel del Festival Tipicità, in occasione dell’8 marzo Festa della Donna.

 

«Le mamme single rappresentano in Italia un fenomeno sociale in ascesa: donne indipendenti che scelgono consapevolmente la maternità senza partner stabile – ha spiegato Andrea Agostini presidente di Fondazione Marche Cultura Marche Film Commission – del totale delle donne che vanno all’estero per una procreazione medicalmente assistita il 40% sono single, dato in crescita del 20% negli ultimi due anni. È un tema di estrema attualità, ne parliamo attraverso lo spunto di una commedia; il cinema ci permette di trattare questioni serie e rilevanti con delicatezza, per aprire un dialogo che invita a riflettere su autonomia, identità e nuove forme di genitorialità”. Un tema sociale importante di grande attualità che fa da sfondo alla trama del film diretto ed interpretato da Giampaolo Morelli, girato nelle Marche, nel dicembre scorso, nella città di Ancona, Osimo ,Villa Simonetti, Genga e Fano.

 

In collegamento on line è intervenuta l’attrice, conduttrice radiofonica e televisiva Giorgia Würth, tra gli attori della fiction di successo, girata sempre nelle Marche, Colpa dei sensi diretta da Simona e Ricki Tognazzi, nonché autrice del libro “Mamme single per scelta – Donne che all’attesa del principe azzurro preferiscono la scienza”, pubblicato nel 2023.

 

«Il mio libro è un reportage di storie vere per sfatare tabù e falsi miti sulla maternità single. Le protagoniste sono donne autonome, istruite, realizzate ed economicamente indipendenti: spesso sopra i 40 anni, ma anche giovanissime con idee molto chiare. Invece di accontentarsi o scendere a compromessi con partner inadeguati, scelgono di diventare madri. Mi faccio portavoce per aprire un dibattito serio su un fenomeno in crescita, leggere queste storie aiuta a comprenderne i motivi».

Presente all’incontro Alessandra Fermani, docente di Psicologia Sociale dell’Università di Macerata: «Sempre più donne scelgono consapevolmente la maternità single, non come compromesso per mancanza di partner o per l’orologio biologico, ma per una progettualità forte e una percezione di autoefficacia. Non si demonizza il padre, ma si realizza il sogno della genitorialità con il supporto di reti sociali e un cambio di paradigma culturale».

 

Il consultorio familiare riveste un ruolo fondamentale sul territorio, hanno concluso il dibattito le psicologhe dell’Ast di Fermo. «Questo evento ci permette di illustrare le attività che offre il consultorio sul tema – ha detto Rossana Clementi – un’istituzione presente sul territorio da cinquant’anni che opera sulla prevenzione a tutela della maternità attuale che è una maternità plurale di tante tipologie, le mamme possono accedere all’interno del consultorio in ogni momento per essere accompagnate da un percorso ben preciso».

 

«Il consultorio accoglie l’esperienza della mamma single come spazio di maternità in tutte le sue forme: procreazione, adozione o necessità dopo eventi di vita – ha aggiunto Daniela Iacopini– con l’obiettivo di non lasciare la donna sola, crea una rete di accompagnamento, condivisione e supporto per costruire la sua personale storia».

 


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