di redazione CF
Via libera, da parte di Confindustria Fermo, al percorso di aggregazione con le territoriali di Ancona e Macerata, ma senza unanimità. Il consiglio generale di Confindustria Fermo ha approvato, ieri sera, il progetto di unione, su cui gli imprenditori delle tre territoriali hanno iniziato a ragionare da tempo, con 24 voti favorevoli e 6 contrari confermando quindi l’intenzione di procedere verso la creazione di una realtà associativa più ampia. Un risultato in linea con le previsioni della vigilia, ma che evidenzia anche alcune resistenze, soprattutto da parte del comparto calzaturiero.
Prima della votazione è intervenuto il presidente di Fabrizio Luciani, che ha ribadito le ragioni strategiche dell’aggregazione, sottolineando come l’obiettivo sia rafforzare il peso del territorio all’interno di un sistema economico più competitivo. Di parere diverso il presidente della sezione calzature, Valentino Fenni, che ha espresso le preoccupazioni del settore: tra i timori principali quello di una rappresentanza meno incisiva dei calzaturieri in una struttura più grande e con territori economicamente più forti come Ancona e Macerata.
Alla riunione erano presenti 30 dei 32 membri del consiglio generale dell’associazione fermana. Il voto contrario è arrivato in gran parte proprio dagli imprenditori del distretto della calzatura: su otto rappresentanti presenti, sei si sono espressi contro l’operazione (il “blocco del no” di Montegranaro) e due a favore, confermando così la posizione critica di una parte del grosso della filiera rappresentata in consiglio.
Nonostante il dissenso, l’approvazione consente ora di proseguire con il percorso istituzionale. Il prossimo passaggio sarà infatti il voto dell’assemblea dei soci, chiamata a esprimersi definitivamente sul progetto di aggregazione.
Nel frattempo Confindustria Fermo dovrà affrontare anche un’altra fase importante: il rinnovo della presidenza. Il mandato di Luciani (così come quello di Fenni) è ormai in scadenza e il calendario delle procedure interne prevede la convocazione dei saggi, che avranno il compito di raccogliere le candidature e avviare il percorso che porterà all’assemblea elettiva.
La scelta del nuovo presidente potrebbe avere un peso anche sul futuro dell’aggregazione. Se alla guida dell’associazione dovesse arrivare un esponente del settore calzaturiero, la coalizione potrebbe sostenere con maggiore convinzione il progetto di fusione; in caso contrario non è escluso che venga indicato un candidato alternativo.
Le prossime due o tre settimane saranno quindi decisive per capire non solo chi guiderà Confindustria Fermo, ma anche se il progetto di unione con Ancona e Macerata riuscirà a trovare un consenso più ampio all’interno del mondo imprenditoriale del territorio.
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