Confindustria Fermo, via libera all’aggregazione con Macerata e Ancona. Luciani: «Meno frammentazione. Più servizi e competenze»

IL PUNTO del presidente Luciani sul percorso aggregativo della territoriale fermana con quelle di Ancona e Macerata: «Il nostro impegno è dare una risposta concreta alle richieste degli imprenditori che ogni giorno devono operare in un contesto economico con uno scenario che cambia continuamente: più servizi, più competenze e meno frammentazione. L’aggregazione permette di mettere insieme energie e professionalità che, per una territoriale virtuosa ma piccola come la nostra, sarebbero più difficili da sviluppare»

Fabrizio Luciani

di redazione CF

I consigli generali di Confindustria Ancona, Fermo e Macerata hanno deliberato (come riportato da Cronache Fermane nel caso degli aquilotti nostrani, ndr) l’avvio del percorso di aggregazione, con l’obiettivo di costruire un sistema associativo «più moderno, capace di offrire servizi avanzati alle imprese e una rappresentanza più forte a tutti i livelli. In un contesto economico e geopolitico internazionale sempre più complesso, le territoriali rispondono con una scelta di visione: fare squadra» rimarcano da Confindustria.

Gli aquilotti del Fermano, ieri sera, infatti, hanno votato sì all’aggregazione con le altre due territoriali. Ma il voto non è stato unanime: a esprimere la sua contrarietà il blocco dei calzaturieri di Montegranaro. Ma il loro “no” non ha comunque inciso sull’esito della votazione: 24 a 6 per il sì.

I presidenti Diego Mingarelli (Ancona), Fabrizio Luciani (Fermo) e Marco Ragni (Macerata) sottolineano come il progetto nasca «da una volontà condivisa di superare la frammentazione provinciale e rafforzare la capacità di accompagnare le imprese nelle sfide dell’innovazione tecnologica e dei mercati globali».

«Il nostro impegno – ha dichiarato Fabrizio Luciani – è dare una risposta concreta alle richieste degli imprenditori che ogni giorno devono operare in un contesto economico con uno scenario che cambia continuamente: più servizi, più competenze e meno frammentazione. L’aggregazione permette di mettere insieme energie e professionalità che, per una territoriale virtuosa ma piccola come la nostra, sarebbero più difficili da sviluppare».

Il cronoprogramma prevede un percorso graduale con l’obiettivo di completare l’integrazione entro il 2028, costruendo un sistema associativo «più coeso ed efficiente» rimarcano da Confindustria.

« Il progetto resta aperto e inclusivo: nel pieno rispetto dell’autonomia dei territori, l’auspicio dei tre presidenti è che il percorso possa coinvolgere progressivamente l’intero sistema confindustriale regionale».

 

Confindustria Fermo dice sì alla fusione con Ancona e Macerata ma manca l’unanimità: “no” da sei calzaturieri


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