«Il regalo per l’8 marzo alle donne il Governo Meloni lo ha fatto con la proposta di smantellamento del sistema territoriale delle Consigliere di parità. Il nuovo impianto centralizzato affida alla discrezionalità delle Regioni la possibilità di articolazioni territoriali, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa della rete delle consigliere di parità, che in questi anni ha rappresentato un presidio concreto di prossimità, competenza e tutela per le donne nel lavoro».
«Come Conferenza Donne Democratiche Marche siamo assolutamente contrarie a qualsiasi ristrutturazione che centralizzi, burocratizzi e gerarchizzi il ruolo delle consigliere, comprimendone autonomia, indipendenza e capacità di intervento». E’ quanto sostiene Meri Marziali dell’esecutivo nazionale Donne Dem e sindaca di Monterubbiano. Il pomo della discordia? Lo spiega la portavoce Donne Dem Marche Luisa Cecarini: «Il regalo per l’8 marzo alle donne il Governo Meloni lo ha fatto con la proposta di smantellamento del sistema territoriale delle Consigliere di parità. Il nuovo impianto centralizzato affida alla discrezionalità delle Regioni la possibilità di articolazioni territoriali, mettendo a rischio la sopravvivenza stessa della rete delle consigliere di parità, che in questi anni ha rappresentato un presidio concreto di prossimità, competenza e tutela per le donne nel lavoro».
«Una riforma di questo tipo – incalza Marziali – limita la capacità di prendere in carico i casi, di promuovere azioni collettive e di monitoraggio, oltre a cancellare la presenza di una figura che è parte attiva di una rete territoriale a supporto delle donne. La Conferenza nazionale delle Democratiche si è già riunita e attivata, in accordo con le parlamentari, per proseguire il lavoro politico e istituzionale volto a contrastare lo smantellamento dei presìdi territoriali e ad affermare un principio chiaro. Il recepimento delle direttive europee non può diventare il varco per ridurre tutele, autonomia e prossimità, ma deve essere l’occasione per rafforzarle, come esplicitamente l’indirizzo europeo richiede».
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