Riceviamo da Fabiano Alessandrini (attuale membro della direzione regionale Pd) e pubblichiamo:
«Nelle scorse settimane ragionavo con un collega ed amico amministratore sulla frana di Niscemi in Sicilia. C’è un dato oggettivo che emerge, e cioè che della salvaguardia del territorio e dell’assetto idrogeologico se ne parla sempre, e (quasi) soltanto, a danno avvenuto. Si cercano i presunti responsabili nella politica, (dimenticando magari forzature di altri per costruire in quel posto), si rimpallano le responsabilità tra di loro, tra amministrazioni comunali, regionali e Governo, e tra periodi precedenti. Il solito teatrino in cui ci si “costerna, s’indigna, s’impegna, poi si getta la spugna con gran dignità…” come diceva De André nella sua canzone.
Ma in tempi “normali”, in generale su scala nazionale, a chi interessa spendere soldi per opere che il più delle volte, come diceva un mio ex segretario di partito, “vanno a finire sotto terra ed i cittadini non le vedono”? Perché spendere soldi lì dove, secondo la vulgata comune, “non è successo mai niente in 100 anni, che vuoi che succeda”? Il cittadino “elettore” come valuta questi investimenti sul territorio? Purtroppo poco o nulla, meglio una strada asfaltata o una grande festa! Racconto una mia esperienza amministrativa personale. All’inizio degli anni ’90 l’amministrazione comunale intercettò un importante finanziamento (fondi F.I.O.) che consentirono di intervenire sul sistema fognante e di regimentazione delle acque meteoriche della città di Sant’Elpidio a Mare, e soprattutto di effettuare un importante opera di consolidamento della frana in atto su via Cerretino. Le importanti opere eseguite hanno arrestato lo smottamento di quel versante che andrebbe tuttavia sempre monitorato. Per tutto il decennio successivo furono intercettati diversi altri finanziamenti per l’assetto idrogeologico, che consentirono di intervenire sul consolidamento della rupe di largo dei Torrioni e successivamente di proseguire il lavoro di consolidamento del versante ovest della città, da largo dei Torrioni fino al girone di via delle Mura.
Alle elezioni successive perdemmo. Tutto quel lavoro non contava quasi nulla agli occhi della cittadinanza, ed anche oggi, se uno domanda, la risposta sarà segnata dall’indifferenza. «Quelli sull’assetto idrogeologico e sulla salvaguardia del territorio sono interventi importanti al fine si evitare disastri, ma che tuttavia non trovano piena consapevolezza nella cittadinanza, e spesso vengono lasciati alla sola sensibilità ed alla buona coscienza di un amministratore, nella consapevolezza di non dover aspettarsi alcun riconoscimento».
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