Riqualificazione del Girfalco, gli ambientalisti: «Progetto da modificare, ecco tutto quello che non va»

FERMO - Sabato scorso assemblea pubblica all'hotel Astoria. Il Coordinamento Ambientalista: «Ci è stato risposto che fermare il progetto significherebbe rischiare la perdita dei finanziamenti, pertanto non è una strada percorribile. È stata data disponibilità a valutare alcune piccole modifiche. La direzione dei lavori sarà gestita direttamente dall’ufficio tecnico comunale pertanto proponiamo la realizzazione di una variante in corso d’opera che tenga conto degli spunti di riflessione pervenuti dalla cittadinanza. In linea generale l’amministrazione sembra però considerare chiuso il percorso di confronto, mentre per noi ambientalisti questo è appena iniziato»

di redazione CF

«Il Girfalco non è solo un parco: è l’anima di Fermo. Ma oggi quell’anima trema davanti a un progetto che promette riqualificazione e restituisce, agli occhi di molti, uno stravolgimento della propria identità. Tra pavimentazioni, prati non più accessibili e panchine rimosse, viene tradito il “genius loci”. Un iter rapido che, pur partendo da presupposti condivisibili, rischia di trasformare per sempre il salotto verde del centro storico della città, cancellando abitudini e memoria». E’ questo, in estrema sintesi, il sunto delle riflessioni emerse dall’assemblea pubblica organizzata dagli ambientalisti sabato scorso.

Il Coordinamento Ambientalista di Fermo (Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Demos) ha infatti organizzato, sabato 7 marzo, presso l’hotel Astoria, un’assemblea pubblica per illustrare e discutere il progetto relativo al Parco del Girfalco, recentemente approvato dalla giunta comunale fermana e già in fase gara di appalto per la realizzazione delle opere, per un importo di circa 1.200.000 di euro.

All’incontro hanno partecipato circa 150 cittadini. Per l’amministrazione erano presenti l’assessora ai Lavori pubblici Ingrid Luciani, il progettista Nazzareno Petrini, il responsabile del procedimento Giacomo Torresi e il dirigente del Settore Lavori pubblici Alessandro Paccapelo.

L’assessora e il progettista hanno illustrato ai presenti il progetto. Durante il dibattito, particolarmente partecipato, sono emersi vari spunti di riflessione. «Un primo tema riguarda la mancata condivisione preliminare del progetto con la cittadinanza, non tanto per l’assenza delle associazioni quanto per la grande importanza urbanistica e sociale rivestita dal Parco. Per quanto riguarda le aiuole intorno alla fontana, saranno inseriti un cordolo in corten e una siepe per impedire l’accesso al prato, e questa scelta inibirà la fruizione di ampie sezioni del parco – dichiarano in una nota dal Coordinamento – da parte specialmente dei giovani. Diversi cittadini hanno definito il corten potenzialmente pericoloso perché tagliente e hanno sottolineato che, inserito nel terreno, può danneggiare la vegetazione circostante. I tecnici hanno risposto che saranno presi gli accorgimenti necessari».

Si è poi discusso degli interventi previsti nell’area sud della Cattedrale. «Nella zona del cedro i pini che lo circondano, disposti in ellisse attorno ad esso, saranno inseriti all’interno di aiuole – anche queste inibite al passeggio e alla fruizione diretta – in parte piantumate con arbusti locali o rustiche a cespuglio, autoctone e a bassa manutenzione, ed in parte destinate a prato. La forma geometrica dei pini sarà evidenziata da un percorso pedonale ellittico e con due tagli trasversali realizzati con una pavimentazione drenante in graniglia di marmo per recuperare, una tecnologia degli anni ‘60. Alcuni dei presenti hanno espresso i propri dubbi poiché sotto i pini il prato difficilmente cresce a causa dell’acidità del terreno, la superficie calpestabile risulterebbe fortemente ridotta e si modificherebbe in maniera sensibile il Girfalco, per come i fermani sono abituati a farne uso. La ghiaia evita i dissesti tipici delle pavimentazioni: assecondando il movimento delle radici, impedisce che queste vengano tagliate per ripristinare il passaggio, salvaguardando la salute dell’albero. Nel progetto alcuni pini saranno circondati dalle pavimentazioni drenanti» continuano gli ambientalisti.

Sono stati inoltre criticati i circa 1700 metri quadri di nuova pavimentazione drenante, ritenuti «eccessivi, e la scelta di un materiale giudicato da alcuni poco adatto al contesto. Sono emersi dubbi riguardo la durabilità delle pavimentazioni posate a secco, sia per la presenza delle radici di pino, notoriamente superficiali, sia per il transito dei veicoli dei residenti (che continuerebbe ad essere consentito) che, come testimoniato dai dissesti creatisi recentemente su via dell’Anfiteatro Antico, potrebbero pregiudicarne la conservazione».

Una delle domande più ricorrenti ha riguardato «l’assenza di bagni pubblici. Secondo l’amministrazione, la gestione dei servizi igienici potrà essere affidata al privato che prenderà in concessione lo Chalet, mentre non sarebbe possibile realizzare nuovi volumi a causa dei vincoli presenti. In riferimento a ciò, si segnala che la realizzazione di un progetto complessivo di tale portata sarebbe stata una perfetta occasione per risolvere il problema».

È stato chiesto inoltre di quanto diminuirà la superficie su cui sarà possibile transitare a piedi. Secondo molti interventi, l’area realmente fruibile potrebbe ridursi in modo significativo: «I prati saranno di fatto non percorribili e anche alcune nuove aiuole – aggiungono dal Comitato – limiteranno ulteriormente il passaggio. Riteniamo che nel progettare importanti aree pubbliche ci si debba sempre porre nei panni di una mamma con un bambino su carrozzina: a progetto finito i suoi spazi per passeggiare saranno enormemente ridotti».

Ulteriori perplessità hanno riguardato gli scavi previsti sotto le nuove panchine. «Lo stato attuale del fondo in ghiaia, oggi molto compattato a causa del passaggio delle auto, non dovrebbe essere considerato come condizione di riferimento, perché si tratta di una situazione degradata e non di quella “ordinaria” di un terreno ghiaioso unicamente pedonale».

Un’altra osservazione riguarda la «mancanza di un intervento nel viale del Sagrato: secondo molti cittadini sarebbe stato opportuno sostituire l’asfalto con una pavimentazione più coerente con il contesto storico del luogo, cosa che invece il progetto non prevede. Analogo discorso vale per il Parco della Rimembranza, per il quale non sono previsti interventi. È stata sollevata anche la questione degli arredi storici: non è chiaro quali saranno conservati e quali sostituiti. In particolare, la panchina circolare attorno al cedro è destinata a essere eliminata e sostituita da una seduta in pietra. È stato segnalato poi che il progetto non terrà sufficientemente conto della presenza del Monumento ai Caduti e della statua del leone che fiancheggia la Cattedrale, poiché le nuove aiuole previste davanti a tali elementi potrebbero limitarne la visibilità».

È stato chiesto come il cantiere si concilierà con quello della Casina delle Rose, qualora dovesse partire. «Una porzione del viale di tigli che fiancheggia la casina, tra l’altro, in seguito alla vendita della stessa, è soggetta al “diritto di transito pedonale e carrabile” da parte del privato. Ulteriori richieste hanno riguardato la funzione delle linee trasversali che attraverseranno l’ellisse pavimentata. L’assessora Luciani ha dichiarato che l’amministrazione recepirà il suggerimento di rivedere i percorsi, pur precisando che la Soprintendenza ha richiesto linee più dritte rispetto a soluzioni inizialmente più morbide. E’ stato aggiunto che la pavimentazione lungo il fianco della Cattedrale e sul belvedere verso il mare servono per limitare il passaggio sul prato. Sono emerse perplessità anche sul reperimento dell’acqua per l’impianto di irrigazione, per cui è stato affermato che sarà alimentato da un serbatoio di recupero dell’acqua piovana».

È poi emersa la preoccupazione che «l’intervento modificherà in modo sostanziale l’aspetto del Girfalco, rendendolo eccessivamente pavimentato, scelta percepita lontana dal gusto dei fermani e dalla identità del luogo. E’ stato risposto commentato che “il tempo ci darà ragione e ci giudicheranno i posteri”. È stato sottolineato che quanto previsto dal progetto non si adatterebbe al contesto e non restituirebbe il “Genius Loci” del Girfalco. È stata inoltre proposta la valorizzazione dei resti archeologici presenti nel sottosuolo, oggetti di scavo archeologico qualche decennio fa, per valorizzare la memoria storica dell’area».

Nel corso dell’assemblea sono stati anche ricordati i tempi molto rapidi dell’iter progettuale: «In data 7 ottobre 2025 è stato approvato il progetto di fattibilità, il 26 gennaio 2026 è stato consegnato il progetto esecutivo che è stato approvato unicamente dalla Giunta Comunale (e non dal Consiglio) in data 30 gennaio 2026. Il 12 febbraio 2026 è stata avviata la procedura di gara su invito. Si è attualmente in attesa dell’aggiudicazione. Si specifica che alcune osservazioni emerse durante l’assemblea derivano dall’analisi del progetto preliminare, unico elaborato attualmente a nostra disposizione – rimarcano dal Coordinamento Ambientalista – abbiamo presentato ulteriore richiesta di accesso agli atti relativamente al progetto esecutivo e si è attualmente in attesa di riscontro secondo le tempistiche previste dalla normativa».

In conclusione, «diversi cittadini e associazioni hanno denunciato che solo grazie alla nostra iniziativa è stato possibile informare la cittadinanza sulle decisioni prese, ricevendo peraltro dall’amministrazione molta attenzione ma, a nostro avviso, scarsa disponibilità a modificare il progetto. Anche alla luce dell’assemblea, abbiamo chiesto formalmente all’amministrazione di fermare il progetto esecutivo, anche in considerazione della scadenza del mandato. «L’assessora ha risposto che fermare il progetto significherebbe rischiare la perdita dei finanziamenti, pertanto non è una strada percorribile. È stata data disponibilità a valutare alcune piccole modifiche. La direzione dei lavori sarà gestita direttamente dall’ufficio tecnico comunale pertanto proponiamo la realizzazione di una variante in corso d’opera che tenga conto degli spunti di riflessione pervenuti dalla cittadinanza. In linea generale l’amministrazione sembra però considerare chiuso il percorso di confronto, mentre per noi ambientalisti questo è appena iniziato».


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