Unire il dono della vita alla difesa della dignità umana: è questo il messaggio potente che ha animato l’incontro “Sulla strada giusta”, svoltosi presso la sede dell’Avis Comunale “V. Scoccini”. L’evento ha segnato il culmine di un percorso iniziato a settembre con la “Camminata in Rosa” a Villa Falconi, nel ricordo di Nazzareno Lucidi.
La serata si è aperta con l’intervento del Presidente Sandro Birilli, che ha motivato la scelta della Cooperativa On the Road come partner per la consegna dei fondi raccolti in beneficenza, sottolineando come l’associazione — forte del record di 934 donazioni nel 2025 — intenda essere sempre più un punto di riferimento per il tessuto sociale locale.
Il cuore del dibattito ha permesso di approfondire l’operato della Cooperativa On the Road, una realtà storica nata per contrastare il fenomeno della tratta e oggi attiva su molteplici fronti della fragilità umana. La Dott.ssa Silvia Piconi ha illustrato i servizi concreti che la cooperativa mette a disposizione del territorio: Centri Antiviolenza e Sportelli “Percorsi Donna” presenti a Fermo, Porto Sant’Elpidio e Pedaso e che offrono protezione e supporto a chiunque viva situazioni di abuso; supporto multidisciplinare con percorsi di rinascita sostenuti da supporto psicologico specialistico (individuale e di gruppo), assistenza legale e orientamento al lavoro, fondamentali per restituire autonomia e dignità alle persone. Ed ancora: sportelli di bassa soglia come quello di Lido Tre Archi, luoghi di “primo approdo” accessibili a tutti per rispondere ai bisogni primari e fornire orientamento verso la rete dei servizi nonché prevenzione e sensibilizzazione, un lavoro costante nelle scuole e nelle piazze per intercettare i segnali di disagio prima che degenerino in fatti di cronaca.
In risposta alle domande di un pubblico attento, sono emersi dati d’impatto sulla realtà locale: nel solo 2025, nel territorio fermano, circa 50 donne hanno intrapreso un percorso di fuoriuscita dalla violenza con il supporto della cooperativa. È stato evidenziato un preoccupante abbassamento dell’età media delle vittime e la necessità di vigilare su nuove forme di controllo digitale tra i giovanissimi. Significativo il dato sulle giovani donne che, sempre più spesso, si rivolgono ai centri antiviolenza per chiedere aiuto non per sé stesse, ma per proteggere le proprie madri.
Particolare emozione ha suscitato il percorso visivo di Greta Santandrea. Le immagini sono state descritte come “manifesti di resistenza quotidiana”, invitando il pubblico a cercare, in quei gesti semplici, la “specialità” di ogni esistenza: un sorriso o un passo spedito che spesso sono traguardi raggiunti dopo lunghi momenti di disperazione.
«Donare la vita è un atto d’amore; lottare perché quella vita sia libera e dignitosa è il nostro dovere di cittadini. Tutti». Con questa certezza si è conclusa una serata che ha dimostrato come la “strada giusta” sia quella che si percorre insieme, unendo le forze tra associazioni e cittadini per proteggere non solo la vita biologica, ma l’essenza stessa di ogni essere umano.
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