FERMO – La prima giornata dei Campionati del Mondo, a Taiwan, in quota al sodalizio fermano si è conclusa con un mix di grande orgoglio e un pizzico di rammarico per i ragazzi di provincia. Nella categoria 680 kg, la conduzione di gara è stata quasi impeccabile: ad eccezione del pareggio contro il club lettone Ozoli, il percorso nel girone è stato netto.
In semifinale, il “derby” tutto azzurro contro il Club Figest ha visto prevalere i Cobra, proiettandoli verso una finale ad altissima intensità contro gli olandesi del Denium Britsum. Dopo una prima tirata lunghissima ed estenuante, conclusasi con un no pull, gli olandesi sono riusciti ad avere la meglio nelle tre frazioni successive, non senza faticare enormemente. «C’è rammarico: nonostante fossero sotto peso, i ragazzi hanno condotto una gara monumentale gestendo al meglio i momenti critici – il commento a caldo di coach Luigi Olivieri -. Resta l’orgoglio di aver dimostrato che i Cobra Fermo non sono più una ‘Cenerentola’ a livello internazionale». Anche il presidente Cristiano Ferrara, protagonista in pedana, ha espresso il suo plauso: «Abbiamo buttato il cuore oltre l’ostacolo. La società è fiera di sostenere veri uomini che danno anima e corpo per la causa». Ma nello sport, la delusione del podio sfiorato dura solo una notte. Con il peso dell’argento ancora al collo e la consapevolezza di essere tra i grandi della Terra, i Cobra Fermo si sono presentati all’alba della seconda giornata con un unico obiettivo: trasformare quel rammarico nella spinta necessaria per riscrivere la storia.
La seconda giornata dei Mondiali per club è stata un’esplosione di emozioni. Al mattino, i ragazzi si sono cimentati nella categoria 560 kg. Dopo un girone perfetto, concluso a punteggio pieno, i Cobra hanno superato in semifinale i baschi del Txantrea. L’atto conclusivo li ha visti opposti a un altro club storico dei massimi livelli mondiali: l’Abadino. Questa volta, la strategia di coach Olivieri è stata impeccabile. La squadra ha affrontato i blasonati rivali con personalità, trionfando dopo un finale sofferto: i ragazzi del Cobra Fermo sono Campioni del Mondo. «Sembra un sogno – dichiara un commosso Olivieri -. Ringrazio la società che ha investito in nuovi e giovani atleti e in innesti fondamentali nello staff come Eduart Hoxha, Francesco Belà e soprattutto Vito Gentile, che ha curato la parte aerobica. Senza questo sforzo collettivo, oggi non saremmo neanche riusciti a prendere parte a questo mondiale».
Il presidente Ferrara ha poi voluto sottolineare quanto il successo sia figlio della solidarietà tra società: «I ragazzi sono stati eccezionali. Un sentito ringraziamento va alla società Black Bull di Camaiore: a causa del forfait improvviso di alcuni nostri atleti che non sono potuti partire per la spedizione, la Black Bull si è resa immediatamente disponibile al prestito di due loro atleti, Devis Palmieri e Gabriele Bartalucci. Tale supporto ci ha permesso di competere in questa categoria. Forse capiremo la portata di questa impresa solo al rientro in Italia». Nel pomeriggio, nonostante la stanchezza e le lacrime di gioia, i ragazzi sono tornati in pedana per la categoria 640 kg. Anche qui il girone è stato dominato, con una semifinale vinta perentoriamente contro il club Figest. In finale si è ripetuto lo scontro con gli olandesi del Denium Britsum e, come il giorno precedente, l’esito è stato un altro prestigioso argento.
Al termine della spedizione, il presidente Cristiano Ferrara traccia la rotta per il futuro: «Il rinnovo del consiglio direttivo ha portato nuova energia. Gli storici risultati ottenuti ci caricheranno di responsabilità, dato che siamo il primo club italiano a raggiungere il titolo di campioni del mondo nella storia del tiro alla fune. Continueremo sulla strada tracciata un anno fa: voglia di migliorare per essere sempre all’altezza dei nostri sogni».Ora l’Italia attende i suoi campioni, ma a trepidare sono soprattutto gli atleti rimasti a casa. È a loro che va il pensiero più grande dei tesserati del Cobra Fermo: la vittoria del titolo mondiale è il frutto dell’impegno collettivo di tutto il gruppo. Perché per arrivare a risultati del genere, oltre agli otto in pedana ed ai coach, è fondamentale il sudore e la costanza di ogni singolo componente dei Cobra Fermo che, giorno dopo giorno in palestra, ha spinto i compagni verso il tetto del mondo.
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