Fermo, Biblioteca “Spezioli” e Unimc insieme per la valorizzazione digitale del patrimonio culturale

FERMO - Sono quattro le iniziative in corso sotto il patrocinio della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali. L'assessore Lanzidei: «Tutti i progetti mirano alla valorizzazione ed alla promozione del patrimonio della Biblioteca». La direttrice Leonori: «Tutto realizzato grazie alla collaborazione tra le giovani borsiste, con il supporto dei rispettivi tutor, sia in sinergia con i diversi dipartimenti universitari ed enti pubblici». 

La Biblioteca “Romolo Spezioli” di Fermo

La Biblioteca civica “Romolo Spezioli” di Fermo, in collaborazione con l’Università degli Studi di Macerata, ha avviato il progetto “Cantieri di Digitalizzazione dell’investimento” previsto dal Pnrr “Piattaforme e Strategie digitali per all’accesso al patrimonio culturale” che si inserisce nel quadro di “Dicolab. Cultura al digitale”, il sistema formativo per la trasformazione digitale del patrimonio culturale promosso dal Ministero della Cultura – Digital Library nell’ambito del Pnrr Cultura 4.0, realizzato dalla Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali e finanziato dall’Unione europea Next GenerationEu.

 

Tre progetti interessano il fondo librario antico della Biblioteca Spezioli. La dottoressa Alice Riccioni si sta occupando dello studio e della valorizzazione di manoscritti post stampa legati alla storia, alle tradizioni e agli ordini religiosi della città di Fermo. Attraverso l’analisi dei documenti e il confronto con altri materiali conservati, la ricerca mira ad approfondire la conoscenza del patrimonio locale e a restituirne i risultati alla comunità.

 

La seconda ricerca, condotta dalla dottoressa Emilia Marrozzini, si propone di effettuare uno studio dal punto di vista codicologico, paleografico e storico-archivistico di tre codici considerati delle eccellenze all’interno del patrimonio della Biblioteca, in particolare il manoscritto 81 sulla storiografia latina, il Liber Horarum e l’Erbario lapidario.

 

Il terzo progetto riguarda 25 incunaboli che la Biblioteca ha selezionato e destinato alla digitalizzazione per la rilevanza dei loro dati d’esemplare. La ricerca, svolta dalla dottoressa Giorgia Paparelli, mira a ricostruire le modalità e le finalità di utilizzo dei volumi, nonché gli ambiti di provenienza e circolazione, individuando, ove possibile, i legami con i personaggi e i contesti storico-geografici di interesse. A tal fine, è previsto lo studio di stemmi, ex libris, postille marginali e legature, che possano fornire dati utili a tracciare la storia dei singoli pezzi; le informazioni raccolte saranno oggetto di analisi paleografica, bibliografica e storico-archivistica. Sarà svolta un’analisi comparativa dei 25 incunaboli con gli altri volumi dell’Istituto con l’obiettivo di effettuare una ricostruzione diacronica del fondo oggetto di ricerca.

Il progetto di ricerca della dottoressa Caterina Ricci sull’Archivio del Teatro dell’Aquila di Fermo mira ad analizzare e valorizzare il patrimonio documentario legato alla storia della struttura. Fulcro dello studio è il fondo Scorcelletti, esaminato in particolare per quanto riguarda la gestione del teatro, i rapporti istituzionali e la corrispondenza con compagnie teatrali, cantanti e maestri, in relazione con altri fondi connessi all’attività teatrale. L’indagine prevede l’analisi della struttura archivistica del fondo, seguita da uno studio incrociato dei documenti con la cronologia storica-architettonica del teatro e con le biografie dei principali protagonisti della vita teatrale. Questo percorso consentirà di delineare ruoli e responsabilità, offrendo una lettura critica e contestualizzata del teatro come spazio di creazione e collaborazione.

 

«Tutti i progetti – ha sottolineato l’assessore alla cultura Micol Lanzidei – mirano alla valorizzazione ed alla promozione del patrimonio della Biblioteca, ponendosi come possibili obiettivi iniziative ed attività che possono andare dalle pubblicazioni scientifiche alle mostre anche in formato digitale, ad eventi quali presentazioni alla cittadinanza ad incontri con le scuole, podcast e contenuti social».

 

«Il tutto – ha ricordato la direttrice della Biblioteca “Spezioli” Maria Chiara Leonori – viene realizzato sia attraverso la collaborazione tra le giovani borsiste, con il supporto dei rispettivi tutor, sia in sinergia con i diversi dipartimenti universitari ed enti pubblici, sotto il patrocinio della Scuola nazionale del patrimonio e delle attività culturali».


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