«La consigliera Pandolfi ha riconsegnato le deleghe a Ciarpella, primi malesseri in maggioranza» Il pungolo Pd

PORTO SANT'ELPIDIO - Il circolo e il gruppo consiliare dem: «L'episodio in questione dimostra le prime insoddisfazioni interne alla maggioranza: teste pensanti come  quella della Pandolfi non tollerano più l'esclusione e l'immobilismo. La Giunta e la maggioranza, pur presentandosi sempre unita e compatta in pubblico, cela malesseri  crescenti tra i consiglieri, con crepe che si allargano, soprattutto in Fratelli d'Italia»

«Dimissioni della Consigliera delegata al sociale: i primi malesseri nella maggioranza di  Porto Sant’Elpidio. La consigliera comunale Paola Pandolfi ha riconsegnato al sindaco le deleghe al benessere, alla  prevenzione e ai rapporti con le associazioni di volontariato». E il pungolo del circolo elpidiense del Pd, insieme al suo gruppo in Consiglio comunale.

Per i dem, le ragioni della rinuncia «emergono inequivocabili dalla sua lettera protocollata il 23 gennaio scorso. Le dimissioni mettono in luce una grave inadeguatezza nella gestione delle deleghe da parte del sindaco e  dell’assessore di riferimento, Traini. Da quanto si legge, due anni e mezzo fa, lei accettava con grande entusiasmo una delega che era un pilastro del programma elettorale, con un intero capitolo dedicato alle politiche sociali. Eppure, nel tempo, ha dovuto apprendere le decisioni prese dal sindaco, dall’assessore  Traini e dalla giunta solo attraverso gli atti amministrativi o la stampa locale, senza mai essere coinvolta  nella fase iniziale di elaborazione delle strategie». 

«Con le numerose associazioni di volontariato cittadine, variegate e attive, ha collaborato costantemente,  ma, sembrerebbe, solo a titolo personale, in quanto il suo operato, di fatto, non è stato mai riconosciuto  dall’amministrazione. E se questo dimostra la buona volontà, oltre che il sentimento di altruismo che ha animato la Pandolfi, figura non sempre accondiscendente,, dall’altro evidenzia l’incapacità della giunta di valorizzare competenze preziose interne alla maggioranza stessa».

Una consigliera che, secondo i dem, godeva della stima e della fiducia delle associazioni ma che «è stata relegata in un ruolo marginale, mentre altri consiglieri della stessa maggioranza esercitano le loro deleghe con piena  autonomia e visibilità, alternando funzioni politiche a quelle culturali e sostituendosi talvolta agli assessori  competenti». 

«L’evidente disparità di trattamento genera differenziazioni all’interno della maggioranza stessa, con alcuni consiglieri protagonisti attivi e altri lasciati ai margini. Conseguenza diretta è un settore sociale  depotenziato, privo del necessario raccordo con le realtà associative del territorio, un collegamento essenziale, soprattutto per sostenere le fasce più deboli nel contesto attuale di crisi diffusa. L’episodio in questione dimostra le prime insoddisfazioni interne alla maggioranza: teste pensanti come  quella della Pandolfi non tollerano più l’esclusione e l’immobilismo. La Giunta e la maggioranza, pur presentandosi sempre unita e compatta in pubblico, cela malesseri  crescenti tra i consiglieri, con crepe che si allargano, soprattutto in Fratelli d’Italia». 

 


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