Nel 2025 il quadro occupazionale delle province di Fermo, Macerata e Ascoli Piceno si muove a velocità diverse all’interno di una regione che nel complesso cresce. E quanto emerge dall’analisi di Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo.
«Nelle Marche – rimarcano dall’associazione di categoria degli artigiani – gli occupati salgono dell’1,1%, pari a 7mila unità in più rispetto al 2024 (la media italiana è del +0,8). In questo scenario spicca Macerata che con 134mila occupati registra l’aumento più marcato a livello regionale: +6,1%, pari a 8mila occupati in più. Fermo chiude con 70mila occupati e una crescita dello 0,8%, pari a mille occupati in più, mentre Ascoli Piceno scende a 91mila occupati con un calo del 2,0%, pari a 2mila occupati in meno. Nel dettaglio dei settori, Macerata conferma una forte dinamicità nei servizi, che crescono del 10,6% con 8 mila occupati in più, e nel manifatturiero che segna un +4,5%, mentre le costruzioni risultano in calo del 27,4%. Ad Ascoli Piceno il dato complessivo risente della flessione dei servizi, che perdono l’8,6% pari a 6mila occupati in meno, mentre crescono il manifatturiero (+28,5%) e le costruzioni (+10,4%). Fermo registra una forte espansione nelle costruzioni (+37,2%), a fronte di un manifatturiero in calo del 3,2% e servizi sostanzialmente stabili (-0,3%). Sul fronte delle posizioni professionali, a Macerata gli occupati dipendenti crescono dell’1,8% e soprattutto aumentano gli indipendenti del 21,4%, pari a 6mila unità in più. Ad Ascoli Piceno, invece, i dipendenti diminuiscono del 3,7%, mentre gli indipendenti crescono dell’1,8%. A Fermo aumentano i dipendenti del 4,1% (2mila in più), mentre gli indipendenti calano dell’8,9%, Per quanto riguarda l’occupazione femminile, Macerata registra una crescita dell’8,5%, pari a 5mila occupate in più, il dato più rilevante tra le province considerate. A Fermo le donne occupate aumentano del 5,4%, mentre ad Ascoli Piceno si registra una flessione del 7,3%, pari a 3mila occupate in meno. Sul versante maschile, Macerata cresce del 4,1%, Ascoli Piceno del 2,4% mentre Fermo segna un calo del 2,5%».
«Macerata conferma una buona dinamicità e un tessuto economico che – osserva Enzo Mengoni, presidente territoriale Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo – continua a esprimere richiesta di lavoratori, in particolare nei servizi dove vediamo un comparto turistico e ristorazione che sta da tempo incidendo sull’economia locale. È un segnale incoraggiante, che racconta un territorio capace di reagire e di creare occasioni occupazionali. Ad Ascoli Piceno, invece, restano alcune situazioni delicate, che meritano attenzione e interventi mirati. In questo quadro riteniamo che anche il calo dell’export abbia inciso su alcuni comparti, contribuendo a rallentare la tenuta del sistema economico locale. Fermo mostra una capacità di tenuta che va letta con attenzione e valorizzata. La lettura di questi dati ci dice con chiarezza che non esiste un’unica realtà territoriale: servono risposte vicine ai bisogni delle imprese e dei diversi sistemi locali».
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati