Oncologia Marche, Cesetti (Pd): «Migliaia di esami istologici fermi»

SANITÀ - Con una nuova interrogazione alla giunta regionale, depositata il 16 marzo e sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione, il consigliere democratico torna a denunciare l'aggravarsi dei ritardi nella refertazione degli esami istologici nelle Aziende Sanitarie Territoriali delle Marche

«Il tempo in oncologia non è una variabile, è la cura stessa. Quando un referto istologico tarda mesi, non stiamo parlando di burocrazia, ma di opportunità terapeutiche che svaniscono. Nelle Marche, migliaia di esami istologici in attesa rappresentano altrettante famiglie che vivono con l’angoscia di una diagnosi che non arriva, mentre la malattia, qualora rilevata, potrebbe progredire. È noto, infatti, come i ritardi nella refertazione istologica potrebbero causare un aggravamento oncologico e riduzione delle possibilità di sopravvivenza, in particolare per tumori polmonari, mammari, colon-retto e melanomi».

A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti, che con una nuova interrogazione alla giunta regionale, depositata il 16 marzo e sottoscritta da tutti i gruppi di opposizione, torna a denunciare l’aggravarsi dei ritardi nella refertazione degli esami istologici nelle Aziende Sanitarie Territoriali delle Marche. L’atto fa seguito a quello di analogo tenore presentato lo scorso febbraio in merito a un caso registrato nel Fermano e segue l’emergere di ulteriori segnalazioni da parte di cittadini. I dati assunti alla data del 15 febbraio 2026 delineano un quadro sempre più critico in tutta la regione.

«Non è accettabile – afferma Cesetti – che il Manuale di accreditamento regionale, il quale prevede che l’80% delle biopsie incisionali siano refertate entro 10 giorni lavorativi, resti inevaso mentre le liste di attesa si allungano a dismisura. Se la regola prevede tempi certi e la realtà consegna attese superiori a 90 giorni, siamo di fronte a una chiara violazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, la cui responsabilità è tutta in capo alla politica sanitaria della giunta Acquaroli. Il presidente venga in aula per chiarire se i ritardi siano ascrivibili a carenze organizzative o alla mancata assegnazione di risorse. E ci dica anche quali azioni si intendano mettere in campo per ridurre i tempi nei limiti del Manuale di accreditamento, inclusi provvedimenti per reclutare patologi e ottimizzare la biologia molecolare».

Cesetti solleva l’attenzione anche su un aspetto di particolare gravità sul piano giuridico, poiché in caso di omessa o ritardata consegna del referto sussiste la responsabilità medica per l’oggettiva sussistenza del nesso di causalità tra il ritardo e la perdita di chance: «La giurisprudenza è chiara nel riconoscere il risarcimento per la perdita di chance, ma il nostro obiettivo non è fare causa, è prevenire il danno. La giunta regionale ha il dovere di tutelare i cittadini dalle inefficienze del sistema. Le carenze organizzative e la mancanza di personale non possono diventare la normalità. Servono azioni immediate per reclutare specialisti e digitalizzare i processi: la digitalizzazione delle Anatomie Patologiche è uno strumento concreto per eliminare i backlog provinciali e garantire tracciabilità dei campioni in tempo reale. La Regione deve intervenire con provvedimenti immediati per garantire che la diagnosi arrivi in tempo utile per le cure».


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