L’azione dei Carabinieri Forestali, anche attraverso i nuclei specializzati come il Cites, rappresenta un
presidio indispensabile per la tutela dell’ambiente e della fauna, due settori di fondamentale importanza per la
salute pubblica e la conservazione del patrimonio naturale.
Le recenti attività di prevenzione e repressione condotte dai Carabinieri Forestali di Fermo e Montegiorgio si sono concentrate sulle materie di specifica competenza: dal contrasto agli illeciti ambientali alla verifica del rispetto delle normative sul commercio di specie protette.
Proprio attraverso queste operazioni, i militari del Nucleo Forestale di Montegiorgio hanno denunciato all’Autorità giudiziaria un cittadino per il reato di combustione illecita di rifiuti. Il denunciato, su un terreno di sua
proprietà, ha smaltito illecitamente, bruciandoli, una consistente quantità di materiali non autorizzati, tra cui
pneumatici, imbottiture di materassi e mobilio vario, materiale plastico, resti di gommapiuma, cartone, resti
metallici vari e bidoni. Il materiale incendiato è stato spento grazie al tempestivo intervento di una squadra dei
Vigili del Fuoco di Fermo. Il reato di combustione illecita di rifiuti, salvo che il fatto costituisca reato più grave, è punito con la reclusione fino a cinque anni.
Parallelamente, i militari del Nucleo Carabinieri Cites (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione) di Fermo hanno effettuato un controllo amministrativo presso una ditta con sede a Sant’Elpidio a Mare. Durante l’ispezione, è stata riscontrata la mancata tenuta del prescritto Registro Cites di detenzione di parti di esemplari, relativo a calzature pronte per la commercializzazione, realizzate con pellami di alligatori del Mississippi. Questa specie (la pelle di Alligator Mississippiensis è infatti considerata di grande pregio dall’industria della moda e del lusso, che la utilizza per la produzione di scarpe, borse, valigette, valigie) è ricompresa nella tabella del Regolamento (Ce) n. 338/1997, che disciplina il commercio delle specie selvatiche. Per tali fatti, al responsabile legale dell’azienda è stata elevata una sanzione di 10.000 euro.
Queste operazioni confermano l’importanza cruciale della vigilanza ambientale e del controllo sul commercio di specie protette, fondamentali per prevenire danni irreversibili agli ecosistemi e per garantire che le attività economiche si svolgano nel pieno rispetto delle leggi.
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