Tennacola spa invitata in Slovenia al Blu Economy Forum. Spunta il progetto per due vasche “di prima pioggia”

IL PRESIDENTE Albunia il 24 marzo parlerà del “Pubblico che funziona nel servizio idrico integrato” e, intanto, parla del «progetto pilota sviluppato lungo la costa, nel comune  di Porto Sant'Elpidio, dove è stato implementato un sistema per la tutela del mare e della qualità delle  acque di balneazione. Qui abbiamo un collettore litoraneo con otto stazioni di sollevamento che  convogliano i reflui al depuratore. In collaborazione con la Regione Marche e l’Amministrazione  comunale, sono in fase di realizzazione due grandi vasche di prima pioggia. Queste infrastrutture  intercetteranno le acque di dilavamento che verranno poi convogliate al  depuratore tramite sistemi avanzati di telecontrollo»

Antonio Albunia

Tennacola Spa presa da esempio al Blu Economy Forum che, martedì  24 marzo a Ajdovscina, in Slovenia, riunirà istituzioni, esperti e gestori della risorsa idrica per la  giornata di studio internazionale sul tema: “Dal Modello al Territorio: buone pratiche sulla gestione  dell’acqua”. Sarà il presidente Antonio Albunia ad intervenire all’importante forum: «Ci hanno chiesto  di parlare di un argomento specifico: ‘Il Pubblico che funziona nel servizio idrico integrato’. Il format  dell’appuntamento è molto snello: saranno esaminati molti casi virtuosi, dalla teoria alla pratica, dalla  ricerca al territorio».

Il focus è dedicato al confronto delle buone pratiche di gestione sostenibile  dell’acqua, l’evento è co-finanziato dal programma Italia-Slovenia con l’obiettivo di rafforzare le  competenze tecniche, favorire il trasferimento di conoscenze e promuovere modelli innovativi per la  gestione integrata delle risorse idriche, in risposta alle sfide poste dai cambiamenti climatici. 

Un nuovo modello di gestione dell’acqua che parte dalle montagne e arriva fino al mare, puntando su  economia circolare, innovazione tecnologica e tutela ambientale. È questa la visione che sarà illustrata  dal presidente Antonio Albunia: «I cambiamenti climatici – spiega il presidente – si manifestano oggi con  eventi piovosi sempre più brevi, ma estremamente intensi. Questo ci impone una riflessione concreta  su come gestire in modo più efficiente e resiliente il servizio idrico».

Il quadro normativo di  riferimento è chiaro: dal decreto legislativo 152/2006 al Piano di tutela delle acque, che disciplinano  la gestione delle acque meteoriche e il corretto equilibrio tra utilizzo e disponibilità della risorsa.

«In  questo contesto, Tennacola Spa ha scelto di rafforzare gli impianti comunali, integrandoli con  infrastrutture sovracomunali. Abbiamo sviluppato una strategia che consente di rilasciare le acque  depurate lungo più punti delle aste fluviali – sottolinea il presidente – con un duplice obiettivo:  garantire la portata minima nei periodi di siccità e, allo stesso tempo, ridurre il rischio idrogeologico  durante le piogge intense. Un sistema che si traduce in un approccio circolare: l’acqua prelevata  viene progressivamente restituita al territorio, contribuendo a ristabilire l’equilibrio naturale. È un  modello virtuoso – aggiunge – in cui il ciclo dell’acqua non si interrompe, ma si integra con  l’ambiente. Particolarmente significativo è il progetto pilota sviluppato lungo la costa, nel comune  di Porto Sant’Elpidio, dove è stato implementato un sistema per la tutela del mare e della qualità delle  acque di balneazione. Qui abbiamo un collettore litoraneo con otto stazioni di sollevamento che  convogliano i reflui al depuratore. In collaborazione con la Regione Marche e l’Amministrazione  comunale, sono in fase di realizzazione due grandi vasche di prima pioggia. Queste infrastrutture  intercetteranno le acque di dilavamento – precisa Albunia – che verranno poi convogliate al  depuratore tramite sistemi avanzati di telecontrollo». 

«Il depuratore rappresenta oggi un’eccellenza a livello regionale, grazie anche all’introduzione di  tecnologie innovative. Abbiamo installato sistemi di microfiltrazione capaci di rimuovere particelle  micrometriche e microplastiche, affiancati da disinfezione a raggi ultravioletti. Non solo  depurazione: il progetto punta anche al recupero dei sottoprodotti. Abbiamo trasformato i fanghi di  depurazione in una risorsa – spiega il presidente – ottenendo un fertilizzante utile per l’agricoltura. È  un esempio concreto di economia circolare. I risultati sono tangibili anche sul fronte ambientale e  turistico. Il sistema contribuisce infatti al mantenimento degli standard qualitativi che consentono il  riconoscimento della Bandiera Blu. La gestione innovativa del ciclo dell’acqua – conclude Albunia  – non è solo una risposta alle criticità ambientali, ma una vera leva di sviluppo sostenibile per il  territorio. Dal monte al mare, tutto è connesso».


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