Cesetti: «Referti istologici solo dopo l’allarme politico: è inaccettabile. Occorre nuovo personale per sbloccare l’Anatomia Patologica»

FERMO – «Questo non è un servizio sanitario ma assistenza sotto pressione, si risponde all’urgenza mediatica con il diritto alla cura che viene meno. Ritardi intollerabili della struttura fermana. L’attuale dotazione organica, integrata dalle consulenze esterne, garantisce circa 4.000 referti annui a fronte di una domanda reale stimata tra i 7.500 e gli 8.000 casi».

Fabrizio Cesetti

«Un cittadino ottiene il referto istologico solo dopo che un’interrogazione politica accende i riflettori sul suo caso. Questo non è servizio sanitario, è assistenza sotto pressione: un sistema che risponde all’urgenza mediatica e non al diritto del paziente. Mentre la giunta regionale tentenna, la malattia progredisce e il diritto alla cura viene meno». A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, che con un’altra interrogazione torna sulla situazione dell’Uoc di Anatomia Patologica dell’ospedale di Fermo, facendo riferimento all’episodio che riguarda un paziente segnalato direttamente al consigliere.

 

«Un caso che svela l’intollerabilità dei ritardi della struttura fermana – spiega Cesetti – figli di un’inerzia organizzativa e del mancato rinnovo di contratti di collaborazione cruciali. Una scelta politica che ha aggravato una carenza di personale già cronica. I numeri descrivono una sproporzione drammatica: l’attuale dotazione organica, integrata dalle consulenze esterne, garantisce circa 4.000 referti annui a fronte di una domanda reale stimata tra i 7.500 e gli 8.000 casi. Siamo davanti a un gap del 50% che ricade interamente sulla pelle dei pazienti oncologici. Per garantire la salute e la vita dei cittadini servirebbe un organico stabile di almeno tre anatomopatologi a tempo pieno».

 

Cesetti chiama quindi in causa direttamente il presidente Francesco Acquaroli: «Quando si intende colmare il divario tra capacità operativa e domanda reale con l’immissione di nuovo personale? La responsabilità è interamente gestionale e politica. Non è accettabile che i cittadini debbano sperare in un’interrogazione per vedere rispettata la propria dignità e ottenere il rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). La Regione deve intervenire ora: la diagnosi deve arrivare in tempo utile per le cure, senza che i pazienti siano costretti a ricorrere alla politica per ottenere un diritto fondamentale».


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