Le urne per il referendum sulla giustizia si sono chiuse da poco. Invece è tutt’altro che sfumata la polemica sulle parole del fermano Giorgio Montanini. Il noto stand-up comedian, infatti, in uno dei suoi recenti spettacoli, proprio in merito al referendum, ha dichiarato dal palco «chi vota sì possa morire domani» suscitando risate e ilarità tra il pubblico presente. Ma le sue parole in uno spezzone del suo spettacolo hanno subito fatto il giro dei social diventando virali.
E a ripostare quello spezzone di video, con condanna al seguito, è stato direttamente il partito Fratelli d’Italia, con un commento che non lascia troppo spazio ad interpretazioni: «Questa non è satira, è violenza». E in un commento, sempre FdI, ha aggiunto: «La loro arroganza e la loro violenza non conoscono limiti. Non lasciatevi intimidire dal livore. Andate a votare».
Ora si sa che Giorgio Montanini è celebre per la sua satira che definire pungente è dire poco. E che spesso si lanci in parole e giudizi taglienti e tranchant proprio per scuotere le coscienze. Ma questa volta FdI non ha affatto gradito quel «possa morire domani» rivolto al popolo del sì. Ed è subito divampata la polemica politica che, al netto dell’esito delle urne, va avanti con due fronti contrapposti che vanno oltre la scelta nell’urna. C’è infatti chi considera troppo forti e estranee alla satira quelle parole, facendo anche riferimento a chi vota da un letto d’ospedale, ad esempio, e chi, proprio in virtù del personaggio e del fine ultimo della “sacra” satira, invita ad accettare quelle dichiarazioni provocatorie in quanto tali.
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