Fermo vola sulle note del Pergolesi Jazz Festival e della Form, ecco gli eventi in programma

La primavera fermana si apre all'insegna della grande musica. Due eventi di rilievo animeranno questa settimana: il Pergolesi Jazz Festival 2026, giunto alla sua quarta edizione e il tour della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, eseguita dall'Orchestra Filarmonica Marchigiana al Teatro dell'Aquila di Fermo. Due appuntamenti distinti per genere e vocazione, ma accomunati dal medesimo spirito, quello di portare la musica al centro della vita culturale della città. Il cartellone degli eventi è stato presentato proprio questa mattinata in Conservatorio.

Da sinistra: Emanuela Casciabanco (addetta stampa Pergolesi), Micol Lanzidei, Fabrizio Del Gobbo, Francesco Trasatti, Piero Di Egidio.

La primavera fermana si apre all’insegna della grande musica. Due eventi di rilievo animeranno questa settimana: il Pergolesi Jazz Festival 2026, giunto alla sua quarta edizione e il tour della Messa da Requiem di Giuseppe Verdi, eseguita dall’Orchestra Filarmonica Marchigiana (Form) al Teatro dell’Aquila di Fermo. Due appuntamenti distinti per genere e vocazione, ma accomunati dal medesimo spirito, quello di portare la musica al centro della vita culturale della città. Il cartellone degli eventi è stato presentato proprio questa mattinata in Conservatorio.

Sabato Form e studenti insieme per il Requiem di Verdi al Teatro dell’Aquila 

In questi stessi giorni, l’Orchestra Filarmonica Marchigiana (Form) è impegnata in un tour che porta il capolavoro verdiano — la Messa da Requiem per soli, coro e orchestra — sui palcoscenici di tutta la regione. Sotto la direzione di Manlio Benzi, il progetto vede la collaborazione dei conservatori di Pesaro e Fermo e il contributo del Coro Regionale ARCOM.
Il cast solistico è di alto profilo: il soprano Yuliya Tchacenko, il mezzosoprano Mariangela Marini, i tenori Davide Giusti e Riccardo Della Sciucca e il basso Alessandro Abis. Un elemento di particolare interesse è la presenza in organico di studenti dei conservatori marchigiani, compreso il Pergolesi, a fianco dei professionisti in una formula che trasforma ogni replica in un momento di formazione artistica concreta.
Dopo l’esordio di venerdì 27 marzo all’Auditorium Scavolini di Pesaro, sabato 28 marzo sarà la volta del Teatro dell’Aquila di Fermo. In seguito, sarà la volta dell’Auditorium San Domenico di Foligno domenica 29 marzo, del Teatro La Fenice di Senigallia martedì 31 marzo, del  Teatro delle Muse di Ancona mercoledì primo aprile al (nell’ambito di Ancona Classica 2026) e del Teatro Pergolesi di Jesi per la serata conclusiva, giovedì 2 aprile.

La collaborazione tra Form e Conservatorio “G.B. Pergolesi” per questo tipo di evento è già al secondo anno, come ricordato dal presidente dell’Orchestra Filarmonica Marchigiana Fabrizio Del Gobbo: «Uno degli scopi della Form è formare non solo il pubblico, ma dare la possibilità ai giovani musicisti di entrare in un contesto professionale. Ci tengo a sottolineare tutti i ragazzi sono contrattualizzati. La tournée nasce da una scelta precisa: portare un grande titolo del repertorio in più sedi, garantendo continuità e accessibilità dell’offerta culturale. In questo quadro, il coinvolgimento dei Conservatori non è accessorio, ma parte integrante del progetto, perché consente di coniugare qualità artistica e investimento sul futuro del sistema musicale».

«L’esperienza è stimolante anche per i nostri direttori d’orchestra, perché avere dei giovani al proprio fianco li stimola al dare il meglio. Lavorare su questo repertorio con giovani musicisti significa trasmettere un metodo, prima ancora che un risultato» gli ha fatto eco il direttore artistico della Form, Francesco Di Rosa.

Piero di Egidio, direttore del Pergolesi, ha aggiunto: «Per uno studente, partecipare ad una produzione come il Requiem significa confrontarsi con tempi, responsabilità e standard qualitativi propri della professione. Non si tratta soltanto di eseguire un’opera, ma di entrare in un processo complesso fatto di prove, ascolto reciproco, disciplina e consapevolezza interpretativa: elementi essenziali per la costruzione di una reale identità artistica».

Inoltre, ne ha approfittato per chiedere a Del Gobbo, tra il serio e il faceto, di prendere in considerazione l’affidamento della direzione dell’orchestra al Pergolesi per il terzo anno. Dal canto suo, Del Gobbo ha fatto capire che è semplicemente una cosa che andrà discussa in futuro.

 

La novità: la classe di direzione d’orchestra in collaborazione con la Form

«Vorrei sottolineare il legame sempre più forte che intercorre con la FORM, con cui abbiamo lavorato veramente a quattro mani. Esprimo soddisfazione in merito al fatto che è già stato riempito il teatro per la tappa di Fermo (si riferisce allo spettacolo di sabato 28 marzo n.d.r.). Importante è il protocollo di collaborazione che stiamo siglando con FORM relativamente alla classe di direzione d’orchestra per permettere agli allievi di fare esperienza sul campo. È un elemento di valore, che fa parte della capacità del conservatorio  di andare oltre la lezione all’interno della struttura, ma di poter costruire delle sinergie con  realtà di successo della nostra terra» ha spiegato il presidente del Conservatorio Francesco Trasatti.

«L’obiettivo è avere un contratto ben definito per il primo novembre 2026, perché nel gennaio 2027 arriverà già il momento in cui, al termine della conclusione del primo triennio, dovremmo fare richiesta per avere il biennio e, a quel punto, l’esistenza di una convenzione sarà un atto dovuto» ha specificato Piero Di Egidio.

«Quanto detto finora è la prova di ciò che diciamo sempre, cioè che una realtà come il Pergolesi, in un momento in cui si rischia di marginalizzare il concetto di Cultura, ci ricorda che è una struttura che può fare da collante che tiene insieme territori e istituzioni. Noi ci siamo come Comune, mettiamo a disposizione il Teatro dell’Aquila che coi giovani del Conservatorio diventa un vero e proprio laboratorio. Inoltre, sicuramente la collaborazione con la FORM porta a una crescita sia in termini di qualità che di prestigio» ha detto l’assessora alla Cultura del Comune di Fermo Micol Lanzidei.

 

Torna il Fermo Jazz Festival in un intreccio di formazione, musica e comunicazione 

Da domani fino al 27 marzo, il Conservatorio ospita la quarta edizione del suo Jazz Festival, un’iniziativa promossa dal Dipartimento di Nuove Tecnologie e Linguaggi Musicali e coordinata dal maestro Mauro De Federicis. Non si tratta di un semplice festival, ma di una vera e propria officina formativa, aperta tanto agli studenti del Conservatorio quanto a uditori esterni desiderosi di immergersi nel mondo del jazz contemporaneo. Per i primi la partecipazione è gratuita, mentre per i secondi ha un costo di 30 euro. «La rassegna è orientata alla valorizzazione dei linguaggi del jazz e dell’improvvisazione contemporanea, promuovendo il dialogo tra tradizione e innovazione musicale» ha sottolineato De Federicis.
Il programma è denso e articolato. Nelle giornate del 24 e 25 marzo, Roberto Gatti conduce il seminario Amanolibera, dedicato alle percussioni e ai ritmi afro-cubani applicati ai linguaggi musicali moderni. Il 26 marzo in mattinata tocca a Mike Rossi, con la masterclass Roots & routes: a guide to developing repertoire and styles, incentrata sull’espansione del repertorio e sulla scoperta del jazz sudafricano. Nel pomeriggio della stessa giornata, Domenico Pulsinelli porta in scena il seminario Il palco come strumento, esplorando temi di comunicazione, gestione della presenza scenica e utilizzo delle tecnologie audio. Un seminario quest’ultimo fortemente voluto, come sottolineato da De Federicis, docente di Musica d’Insieme e Jazz, poiché gli studenti sul palco devono gestire emozione e imprevisti.

La chiusura, venerdì 27 marzo, è affidata a Massimo Morganti con il seminario Big Band: suono, storia e linguaggi, che coinvolgerà direttamente gli studenti in un’esperienza pratica con la Pergolesi Big Band. Alle attività didattiche, si affiancano due jam session  previste per il 25 e il 26 marzo dalle ore 21.30 presso il locale Beor Brasserie di Fermo.

Silvia Ilari

Il direttore del Conservatorio di Fermo, Piero Di Egidio

Il presidente del Conservatorio di Fermo, Francesco Trasatti

L’assessore Micol Lanzidei

Fabrizio Del Gobbo, presidente FORM

De Federicis (in alto), Del Gobbo (in basso)


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