Dal successo al Referendum parte la riflessione del commissario provinciale del Pd fermano Andrea Gnassi in previsione delle prossime amministrative, considerando che a Fermo città ha visto prevalere il No prevalere con il 53 per cento e la partecipazione di 18.206 votanti. «Una grande partecipazione è già un grandissimo segno di forza democratica e di volontà di partecipare – spiega Gnassi -. In particolare un no chiaro e deciso è quello che Fermo, la città capoluogo, ha espresso alle urne, col voto per il referendum sulla riforma della giustizia. Fermo si è espressa, con il 65 per cento degli aventi diritto al voto, una partecipazione massiccia che non si registrava da tanto. Un segnale che indica che le riforme non devono essere imposte dall’alto, senza il coinvolgimento di tutte le forze politiche in parlamento, senza un confronto vero con la società civile. È un voto che difende la Costituzione. È un voto che deve saper cogliere le istanze di riformare la giustizia ma non mettendo sotto controllo la magistratura e alterando l’equilibrio dei poteri dello Stato. Un voto che a Fermo vuol dire che i fermani e la società civile hanno ben chiaro che le riforme così importanti non si possono imporre anche se chi governa il paese è dello stessa maggioranza di chi governa regione e comune. A Fermo città si respira già un’aria nuova e forte, di una società civile che non si vuol far mettere il cappello in testa e il bavaglio dai partiti che governano il paese, soprattutto sui valori della Costituzione».
Gnassi ricorda che «l’occasione del referendum ha permesso a tanti di tornare al voto, di ritrovare la voglia di partecipare, di essere parte di un cammino democratico. Indipendentemente dal sì e dal no la partecipazione è democrazia. In particolare i tantissimi giovani e le donne che si sono espressi in maniera forte, per difendere i confini della Costituzione, nel ribadire che è dentro quella cornice che vanno costruite le riforme che davvero toccano la vita dei cittadini. È l’aria nuova che già si respira a Fermo, l’aria di chi parla alla politica e chiede chiarezza, non è più tempo di padrini e di padroni, amici di tizio o di caio. Per questo è particolarmente significativo il voto fermano, nell’ottica delle prossime elezioni amministrative».
Discorso che poi si sposta sulle comunali: «Il Pd con la candidatura di Angelica Malvatani è dentro un quadro chiaro e definito, quello in cui ci si presenta agli elettori in modo limpido, col volto di una donna che oggi rappresenta la società civile e i partiti di forze progressiste che si riconoscono nei principi della Costituzione. Fermo non ha bisogno, di proclami, di urlare contro gli avversari. In una città così antica e orgogliosa delle sue tradizioni non c’è bisogno di camuffamenti politici e di candidature senza simboli, di finto civismo e magari accordi sottobanco.
«C’è una crisi economica profonda dei distretti produttivi – conclude Gnassi – da quello calzaturiero a quello della moda, alla manifattura in generale. Le famiglie fanno fatica ad arrivare a fine mese. Più che imporre un cambiamento della costituzione e essere amici di Trump ai fermani interessa rispondere al caro carburanti, al caro bollette, al lavoro che manca. Ora è il momento di investire sull’ascolto dei cittadini, di parlare dei loro problemi. Parlare delle questioni che toccano davvero la vita dei cittadini. Quelli che domenica e lunedì hanno dimostrato una grande voglia di partecipazione, comunque abbiano votato».
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