
di Silvia Ilari
La città di Fermo si prepara a celebrare la Giornata mondiale del Teatro con un appuntamento considerato ormai un caposaldo del calendario culturale del territorio. Nella Sala Rollina del Teatro dell’Aquila, si è tenuta stamattina la conferenza stampa di presentazione della 19esima edizione della Festa del Teatro, evento in programma per venerdì 27 marzo che animerà il palcoscenico del teatro fermano con la partecipazione di compagnie e gruppi teatrali provenienti dal Fermano e da fuori provincia.
L’evento — organizzato dall’associazione culturale teatrale il TiAeFfe con il patrocinio della Uilt (Unione Italiana Libero Teatro) e il sostegno del Comune di Fermo e della Fondazione Carifermo — si preannuncia come una vera e propria maratona dello spettacolo: dalle ore 19 alle ore 24, per oltre cinque ore consecutive, il Teatro dell’Aquila ospiterà una rassegna no stop di esibizioni che spazieranno dalla commedia al dramma, dalla danza classica e moderna fino alla musica folk e alla poesia. L’ingresso è libero. Sono ben quindici le realtà artistiche che si alterneranno durante la serata:
A presentare la serata ci sarà Mariateresa Ferroni, con la partecipazione come ospite del fotografo Giovanni Marrozzini. La manifestazione coincide quest’anno con il 65esimo anniversario della Giornata Mondiale del Teatro, istituita a Vienna nel 1961 su impulso dell’Unesco. Come da tradizione, per l’occasione verrà divulgato il messaggio internazionale sul tema del teatro e della pace, affidato alla penna di un drammaturgo, regista o attore di fama mondiale e tradotto in numerose lingue per essere letto nei teatri di tutto il mondo. Quest’anno sarà la volta del noto attore Willem Dafoe.
In diciannove anni di storia, la Festa del Teatro si è affermata come evento trasversale e identitario per la provincia di Fermo, capace di aggregare ogni anno scuole di danza, compagnie teatrali e pubblico intorno a un progetto comune.
«Credo che dietro la scelta di celebrare il teatro in questo modo, ci sia l’affermazione forte di un’idea di cultura, una cultura che non è un privilegio ma un diritto, che non è solo ornamento, ma sostanza e che ha necessità di arrivare ad abitare il quotidiano. In quella giornata il pubblico si trova libero di decidere che tipo di rapporto vuole avere con il teatro, perché entra, esce e rientra come vuole, in un orario che va dalle 19 alle 24, libero da condizionamenti. Questa festa è l’esempio completo di come il Teatro non sia fatto solo dai grandi nomi ma anche da esperienze, voci, corpi che rendono vivo il territorio. Penso che le istituzioni abbiano il dovere di investire, di credere nei percorsi delle realtà locali» ha commentato l’assessora alla Cultura Micol Lanzidei. A farle eco, il vicesindaco reggente e attore di teatro dialettale Mauro Torresi che ha portato i suoi saluti e complimenti alle compagnie, specificando che quest’anno non sarà sul palco, ma seguirà lo spettacolo tra il pubblico.
A coordinare il tutto, dicevamo, il TiAeFfe di Fermo, di cui Graziano Farroni è attore e fondatore: «I risultati finora raggiunti non sarebbero stati possibili senza la continuità garantita dall’Amministrazione comunale, Carifermo e la fiducia delle tante associazioni del territorio che anno dopo anno hanno scelto di farne parte» ci ha tenuto a dire.
Quella di fare teatro è, prima di tutto, una scelta d’amore. Lo sanno bene i protagonisti di questa serata, consapevoli che ogni volta che si alza il sipario questo significa ricominciare da capo. «Dobbiamo impegnarci ancora di più per avere l’attenzione del pubblico, oggi sempre più distratto» ha sottolineato Farroni. Il territorio fermano, su questo fronte, può contare su un patrimonio straordinario. «Abbiamo una provincia ricchissima di compagnie teatrali» ha spiegato Farroni aggiungendo di non sapere ancora cosa porterà ogni compagnia sul palco.
Fermo e la sua costellazione di 25 compagnie rappresentano uno dei punti di riferimento per la Uilt a livello regionale. A confermarlo è Quinto Romagnoli, che guida l’associazione nelle Marche: «Abbiamo creduto in questo progetto fin dall’inizio» ha affermato. «La nostra rete conta novanta compagnie in tutta Italia, che portano in scena spettacoli sia in lingua italiana che in dialetto». Sul fronte marchigiano, le compagnie amatoriali attive sono 170. «Otto sono impegnate anche nella formazione, con corsi aperti al pubblico» ha continuato Romagnoli. Un vivaio che guarda già al futuro: a Sarnano, per esempio, sono 180 i ragazzi under 17 che seguono regolarmente le lezioni di teatro.
E proprio ai giovani ha voluto appellarsi Farroni: «Abbiamo bisogno di loro, anche per un ricambio generazionale – ha detto – I giovani devono tornare ad avvicinarsi al teatro». Una strada però tutta in salita: «Non è semplice coinvolgerli, convincerli a dedicare mesi della propria vita alle prove, a un percorso che richiede costanza e impegno». Un appello che fotografa una delle sfide più urgenti per il futuro del teatro amatoriale: trattenere — e attrarre — le nuove generazioni.

Mauro Torresi, sindaco reggente di Fermo

Graziano Farroni, fondatore TiAeFfe

Quinto Romagnoli, presidente regionale U.I.L.T.

Graziano Feroni con Micol Lanzidei
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