Polizia penitenziaria, alla festa per i 209 anni anche il prefetto D’Alascio con la direttrice Stoico

Da sin. la direttrice Serena Stoico e il prefetto Edoardo D’Alascio

Si è svolta ieri, a Perugia, la cerimonia per il 209esimo annuale di fondazione del Corpo di Polizia Penitenziaria, evento che ha coinvolto tutto il Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria per l’Umbria e le Marche.

La manifestazione ha rappresentato un importante momento istituzionale e celebrativo, volto a rendere omaggio al lavoro quotidiano svolto dalle donne e dagli uomini della Polizia Penitenziaria, impegnati con professionalità e dedizione nel garantire sicurezza, legalità e rispetto dei diritti all’interno degli istituti penitenziari.

Di particolare rilievo la presenza congiunta del prefetto di Fermo, Edoardo D’Alascio, e del direttore della Casa di Reclusione di Fermo, Serena Stoico, la cui partecipazione ha assunto un forte valore simbolico e istituzionale. Il prefetto ha infatti voluto raggiungere Perugia per testimoniare concretamente la propria attenzione verso il sistema penitenziario nel suo complesso e, in modo particolare, verso la realtà della Casa di Reclusione di Fermo.

La presenza condivisa evidenzia inoltre il rapporto di stretta collaborazione istituzionale tra la Prefettura e la Direzione dell’Istituto, già attivamente impegnate su temi di grande rilevanza sociale, quali la prevenzione e il contrasto alla violenza di genere, nonché la promozione di progetti di educazione alla legalità e di inclusione.

Alla cerimonia erano inoltre presenti il Provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria per l’Umbria e Marche, Liberato Guerriero, alla guida del Provveditorato di recente istituzione, e il vicecapo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Massimo Parisi, a testimonianza dell’alto livello istituzionale dell’evento.

La giornata si è svolta in un clima di solennità e partecipazione, sottolineando il ruolo fondamentale della Polizia Penitenziaria nel sistema della sicurezza pubblica e nel percorso di rieducazione dei detenuti, così come previsto dalla Costituzione.

Il prefetto D’Alascio alla festa della polizia penitenziaria

 

 


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