Il Centro Studi Osvaldo Licini e il Comune di Monte Vidon Corrado inaugurano sabato 28 marzo alle ore 17:30 presso il Teatro Comunale di Monte Vidon Corrado la mostra Epochè.
Verità e visione nell’arte logica di Paolo Gobbi, a cura di Nunzio Giustozzi, visitabile all’interno della Casa Museo Osvaldo Licini fino al 10 maggio 2026. Gli ambienti della cantina e del primo piano, in un allestimento essenziale, ospitano quaranta recenti opere pittoriche e grafiche di Gobbi, un pittore che per coerenza, profondità e finezza della ricerca artistica sin dagli esordi della sua ormai consolidata carriera, permeata da combinazioni tecniche personali e inedite, è stato dalla critica avvicinato a Osvaldo Licini.
Il titolo “filosofico” della mostra rimanda al controllo intellettuale che l’autore mantiene nella composizione: attraverso i rigorosi sintagmi logici del segno Paolo Gobbi riesce a costruire, nel processo della percezione e della conoscenza, sui formati della memoria, geometrie dell’indicibile, talvolta interrotte o abitate dall’uso lirico, melodico del colore, di una tavolozza rarefatta e sublime, riscoperto nelle sue potenzialità espressive.
Germogliano così esperienze visive che attivano nel riguardante ricordi o sensazioni, facendo riaffiorare immagini interiori ai confini con le teorie del profondo, l’immenso e
misterioso patrimonio degli archetipi che impasti, accumuli, amniotiche trasparenze, grafismi polimorfi imprigionano o liberano.
Paolo Gobbi è nato a San Severino Marche nel 1959. Si diploma in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Macerata, dove insegna dal 1998. Dalla fine degli anni Ottanta ad oggi ha esposto in mostre personali e collettive sia in Italia che all’estero.
La pittura, nelle sue declinazioni più ampie, è il medium di elezione nella ricerca artistica dell’autore, una pittura che accoglie il confronto con le istanze sperimentali della
contemporaneità. Gobbi realizza, fino alla metà degli anni ‘90, lavori costituiti essenzialmente da assemblaggi di materiali di recupero, a loro volta connotati con sovrapposizioni di interventi cromatici. Nel decennio successivo, progetta e attua diverse esperienze visive, dove l’agire pittorico viene ampliato dal suo confine bidimensionale per espandersi nello spazio architettonico. Nei lavori realizzati dopo il 2005, anche se vi è un ritorno ai supporti di tela, carta e metallo, prosegue la ricerca “severa e rigorosa” che contraddistingue la fase precedente dove un “elementare alfabeto di immagini estremamente semplificate creano un gioco sapiente tra presenza e assenza”.
Per info centrostudiosvaldolicini.it o 3349276790
Mostra visitabile dalle 16.30 alle 19.30
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