«Il tempo è scaduto. Adesso il presidente Acquaroli non può più sottrarsi a una responsabilità che avrebbe dovuto assumersi già da tempo, almeno dalla seconda metà dello scorso mandato, da quando il tracollo della sanità marchigiana si è trasformato in una tangibile negazione del diritto costituzionale alla salute per migliaia di cittadini. Egli è il responsabile della politica sanitaria della Regione Marche e, di fronte a quanto sta accadendo in queste ore, deve assumere nelle proprie mani la delega alla Sanità. L’inaccettabile scandalo del (presunto, ndr) spreco di plasma – uno scempio che offende chi generosamente dona questa preziosa risorsa per salvare vite umane – ha definitivamente scoperchiato il vaso di Pandora».
A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico Fabrizio Cesetti, che annuncia il deposito di una mozione per impegnare il presidente Acquaroli ad avocare a sé la delega alla Sanità e sollecitare l’adozione di provvedimenti immediati «per dare certezza, stabilità e credibilità al sistema sanitario regionale».
«È una questione di serietà politica e di tutela della salute pubblica – spiega Cesetti – non si può restare inerti ad assistere a questo sfacelo, frutto di incapacità e pressapochismo amministrativi, e sottovalutazione dei problemi. Avevo già presentato un atto analogo nel 2024 quando era ormai chiaro, a chiunque entrasse in un ospedale o si rivolgesse al Cup, il baratro che si stava spalancando di fronte alla nostra sanità pubblica. Allora la maggioranza decise di tutelare l’assessore Saltamartini anziché i marchigiani. Spero che adesso, dopo lo scandalo plasma che ha portato alla ribalta nazionale le gravissime inefficienze regionali, il presidente e la sua maggioranza si ravvedano. Non servono commissioni d’indagine interne, come dichiarato dallo stesso Acquaroli, che peraltro rischiano di intralciare le indagini ufficiali delle autorità inquirenti. Serve invece senso di responsabilità. Anche perché i problemi continuano a moltiplicarsi senza un minimo segnale di controtendenza: basti vedere il peggioramento dei pronto soccorso, l’allungamento delle liste d’attesa e l’altro grave scandalo di questa legislatura, ovvero quanto legato al nuovo software Dedalus».
«Credo che Acquaroli – conclude Cesetti – abbia gli strumenti per capire che, se queste sono le premesse del suo secondo mandato, i prossimi anni saranno segnati da un crescendo di difficoltà che potrebbero minare irrimediabilmente le fondamenta stesse del sistema sanitario regionale. Spero quindi che comprenda l’urgenza della richiesta che gli rivolgiamo e che si comporti di conseguenza».
In merito alle notizie riportate da Fanpage.it, relative, infatti, a (presunte, ndr) criticità nell’ambito delle attività svolte attinenti al processo di scomposizione del sangue e la dismissione di sacche di plasma, come annunciato, si è riunita la Giunta regionale delle Marche per attivare le procedure per la costituzione della Commissione di verifica dei fatti oggetto delle segnalazioni ricevute, a seguito della quale il Direttore del Dipartimento Salute ha approvato il decreto che individua i componenti del nucleo ispettivo, selezionati mediante valutazione tecnica tra professionisti di comprovata esperienza e competenza. Ne fanno parte il dott. Massimo Mazzieri, direttore socio sanitario dell’Ast di Ancona, il dott. Edoardo Berselli, direttore della Uoc Direzione Medica: Qualità, Accreditamento e Formazione dell’AST di Pesaro e Urbino, con incarico temporaneo di Direttore Sanitario, il dott. Antonio Canzian. Direttore Uoc Medicina Trasfusionale dell’Ast di Ascoli Piceno e Direttore pro tempore del Dirmt, e la dott.ssa Marianna Catalini, Direttore U.O.C. Gestione Risorse Umane dell’Ast di Ascoli Piceno.
La commissione era già stata annunciata dall’assessore regionale alla Sanità, Paolo Calcinaro, in una conferenza stampa a poche ore dalla pubblicazione delle rivelazioni di Fanpage. «Faremo una commissione di verifica perché vanno garantiti i donatori ma sicuramente il problema non è delle dimensioni riportate”. aveva detto Calcinaro
«In realtà parliamo di 300 sacche, certamente non 6 quintali di plasma, l’equivalente della raccolta di un giorno di donazioni. La criticità – ha spiegato Calcinaro, accompagnato dal direttore del Dipartimento Salute Antonio Draisci, come riportato in una nota della Regione – era stata segnalata dal Dirmt, cioè la struttura regionale che coordina le attività di lavorazione e gestione di sangue e plasma derivati, a causa dell’assenza contemporanea di due dipendenti nei primi giorni di marzo».
Insieme alla rete trasfusionale regionale sono state attivate tutte le misure necessarie per limitare al minimo i disagi. Immediatamente dopo la segnalazione delle criticità sono stati chiamati 4 tecnici dalla Ast di Ancona, affiancati da 3 operatori interni dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche. Parallelamente, il plasma in eccesso è stato trasferito in altri centri per lo stoccaggio e sono stati accelerati i ritiri destinati all’industria farmaceutica.
«Dal momento in cui si è manifestata la criticità alla soluzione sono passate poche ore – aveva aggiunto, in conferenza stampa, Calcinaro – ma in questo frangente 300 sacche di sangue sono rimaste inutilizzabili (prevalentemente da 250 grammi di plasma). Altre unità sono state comunque recuperate e destinate alla ricerca immunologica dalla Biobanca di Torrette».
Il servizio, stando a quanto riportato dalla Regione, è pienamente operativo grazie al rafforzamento del personale: 3 tecnici a tempo pieno provenienti da altri servizi dell’AOU delle Marche e 4 unità da altre aziende sanitarie. I primi 4 tecnici arrivati dalla Ast di Ancona ora si alterneranno per garantire continuità operativa ed evitare nuove criticità. L’attività dell’Officina trasfusionale procede regolarmente, con un monitoraggio costante tra quantità raccolta e capacità di lavorazione.
«La commissione dovrà comunque chiarire anche come sono state utilizzate le risorse di personale messe a disposizione. Intanto abbiamo dato mandato di procedere con assunzioni stabili: saranno inseriti 4 tecnici. In attesa dell’espletamento del concorso, sarà possibile attingere da graduatorie a tempo determinato. Nel frattempo 5 unità di personale si alterneranno dalle Aziende Sanitarie delle Marche per garantire la piena copertura del servizio. Il sistema trasfusionale marchigiano è autosufficiente e tra i migliori in Italia per la raccolta di plasma» aveva concluso l’assessore Calcinaro
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