Le Marche artigiane verso una lenta stabilità: il punto dell’Osservatorio Ebam

ECONOMIA - Il quadro illustrato in un incontro alla Facoltà di economia di Unimc. Il presidente Riccardo Battisti: «Gli scenari internazionali rischiano di cambiare gli equilibri anche nell’artigianato». Il vice Leonardo Bartolucci: «L'indagine sui lavoratori migranti sarà utile per orientare anche le politiche della bilateralità»

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Il panel dell’incontro

«L’alleggerimento della caduta registrato nel secondo semestre 2025 è confermato dai dati previsionali per il primo semestre 2026 e prefigura una fase di stabilità per l’artigianato marchigiano con dipendenti anche se il quadro internazionale particolarmente critico in Medio Oriente potrebbe costringere a rivedere stime e previsioni».

L’Osservatorio Ebam, Ente bilaterale artigianato Marche ha offerto il punto sulla chiusura del 2025 e le previsioni per il primo semestre 2026 nel corso del tradizionale evento organizzato anche quest’anno alla Facoltà di economia e diritto dell’Università degli Studi di Macerata.

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Leonardo Bartolucci

Dopo i saluti istituzionali del rettore John McCourt, di Elena Cedrola, direttrice del Dipartimento economia e diritto di Unimc e del presidente di Ebam Riccardo Battisti, l’incontro è stato coordinato da Cinzia Marincioni direttrice dell’Ente bilaterale artigianato Marche che ha promosso una sintesi tra dati congiunturali e previsionali confrontandosi sulle possibili soluzioni per sostenere la ripresa dell’economia della regione più artigiana d’Italia anche tenendo conto del fenomeno del crescente inserimento di lavoratori migranti nel nostro tessuto artigianale.

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Cinzia Marincioni

I dati presentati da Giovanni Dini del Centro Studi Sistema Cna Marche e Riccardo Zallocco dell’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Marche evidenziano che la fase di alleggerimento nell’equilibrio congiunturale negativo prosegue nella seconda metà del 2025 ed è attesa irrobustirsi nel 2026 quando potrebbe configurarsi come una fase di timida ripresa pur con tutte le cautele necessarie a causa della guerra in Medio Oriente. La situazione non è omogenea per tutti i settori.

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Riccardo Battisti

Quello delle calzature, in particolare, conferma la crisi del settore che perde aziende anche se l’occupazione stacca risultati migliori a conferma che i lavoratori restano all’interno del comparto riallocandosi senza uscire del settore. L’attenzione dello studio di quest’anno illustrato da Marco Amichetti di Ires-Cgil Marche è stato rivolto al mondo dei migranti e all’impatto che essi hanno sul sistema artigiano marchigiano. La loro formazione e l’inserimento nelle fasi di produzione rappresentano una sfida anche generazionale considerando il crollo demografico registrato in Italia, l’invecchiamento dei lavoratori artigiani e la difficoltà a prevedere il necessario ricambio verso lavori manuali per i quali i nostri giovani sono poco inclini a candidarsi. La presenza dei migranti nelle Marche è crescente e lo è soprattutto nella fascia 35-44.

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Rispetto alla popolazione autoctona, quella straniera presenta un’incidenza nettamente più bassa di anziani con 65 anni e più (7,8% contro 28%) e, al contempo, un peso superiore delle componenti 15-64 anni (77,5% contro 60,7%). Al dibattito hanno contribuito portando le loro valutazioni circa i dati presentati e l’esperienza maturata: Gianluca Busilacchi, professore associato di Sociologia Economica a Unimc, Simona Marchegiani, responsabile Immigrazione Asp Ambito 9 Jesi e Emanuele Severini, responsabile Sportello Lavoro Caritas di Macerata.

«Le imprese del settore artigiano avevano registrato dati incoraggianti, con segnali di stabilità e ripresa – ha detto Riccardo Battisti, presidente Ebam – le prospettive per l’anno in corso apparivano in miglioramento, in particolare per le realtà più strutturate e con un numero maggiore di occupati. La situazione più positiva riguardava le imprese manifatturiere, che rappresentano la maggioranza di quelle iscritte ad Ebam. Tuttavia, gli scenari internazionali a partire dal 28 febbraio rischiano di capovolgere il quadro economico del settore: da un lato vi è la certezza di un aumento dei costi, dall’altro permane una forte incertezza sulla domanda di beni e servizi».

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Leonardo Bartolucci, vicepresidente Ebam che ha curato le conclusioni ha aggiunto: «I dati ci indicano che rispetto alla tenuta del sistema dell’artigianato marchigiano si evidenzia però la problematicità dei settori del tessile abbigliamento, dove si registrano attività in calo in metà delle imprese, e delle calzature e pelletteria, dove sono in difficoltà 4 imprese su 10. In questi casi è fondamentale il ruolo svolto dalla bilateralità con i suoi ammortizzatori sociali ma sarà necessario che insieme ai livelli istituzionali si individuino gli strumenti più opportuni per questi settori e il territorio interessato. Particolarmente importante anche l’indagine sui lavoratori migranti nell’artigianato marchigiano perché dovrà sempre più orientare anche le politiche della bilateralità a sostegno delle imprese che cercano personale e degli specifici bisogni dei lavoratori extracomunitari».

«Nel 2025 calano le imprese (-2,1%) e flette leggermente l’occupazione (-0,9%) – dice Cinzia Marincioni, direttrice Ebam -. Le imprese del comparto della moda registrano un -9,9%, del legno e mobile un -8,2%, della meccanica un -5,4%. Solo il settore dei servizi vari alle imprese registra un saldo positivo. L’analisi tendenziale per il primo semestre 2026 effettuata dall’Osservatorio Ebam con interviste a 600 imprese aderenti ci restituisce un quadro meno negativo rispetto al 2025 con una timida ripresa in alcuni settori (trasformazioni alimentari, settore delle riparazioni meccaniche, servizi alle imprese e servizi alle persone). Resta invece difficile la condizione del settore delle calzature e pelletterie, del tessile e abbigliamento e dei trasporti. Gli investimenti attesi sono in calo anche se restano differenziati fra i settori; si evidenzia in forte aumento quello delle lavorazioni e produzioni in metallo (per macchine, attrezzature, impianti ed automezzi). In calo gli investimenti in ICT in tutti i settori. Riguardo l’occupazione che resta sostanzialmente stabile occorre notare che sono gli stranieri che trainano la crescita ed il turn-over nella meccanica e che si inseriscono nelle fasce più giovani di ricambio in tutti i settori economici».

«L’Università di Macerata è orgogliosa di ospitare anche quest’anno la presentazione dell’Osservatorio Ebam – le parole di McCourt – , un appuntamento che rappresenta un momento fondamentale di confronto tra mondo accademico, istituzioni e sistema produttivo. I dati illustrati confermano quanto sia cruciale rafforzare il dialogo tra ricerca, formazione e tessuto economico locale, soprattutto in una fase di transizione complessa come quella attuale. Come Ateneo, rinnoviamo il nostro impegno nel contribuire allo sviluppo del territorio, promuovendo conoscenza, innovazione e inclusione, anche attraverso l’analisi di fenomeni rilevanti come quello del lavoro migrante, che rappresenta una risorsa strategica per il futuro dell’artigianato marchigiano”.


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