Lettere al Direttore: «Sicurezza, si punti sulla mobilità di agenti di Polizia locale da fuori regione»

UN AGENTE di Polizia locale al lavoro fuori regione: «Si ritiene auspicabile una maggiore apertura da parte degli enti locali verso procedure di mobilità, così da favorire il rientro di personale qualificato e, al contempo, migliorare l’efficienza e la qualità del servizio offerto alla cittadinanza»

Riceviamo da un agente di Polizia locale fuori regione, e pubblichiamo:

Gentile Redazione di Cronache Fermane,

mi permetto di scrivervi per portare all’attenzione un tema che ritengo di interesse pubblico e che riguarda la sicurezza nel territorio marchigiano.

Se fino a qualche anno fa le Marche potevano essere considerate un’oasi relativamente felice sotto il profilo della sicurezza, oggi appare evidente come, al pari del resto d’Italia, anche la nostra regione stia vivendo un progressivo peggioramento della situazione.

La sicurezza dei cittadini passa inevitabilmente anche attraverso il numero, la qualità e la gestione del personale appartenente alle forze di polizia. In questo contesto, un ruolo fondamentale è svolto dalle Polizie Locali, che rappresentano il presidio più vicino al cittadino e conoscono in maniera diretta e approfondita le criticità del territorio.

Tuttavia, le Marche risultano essere tra le poche regioni in cui si continua a ricorrere, soprattutto nel periodo estivo, ad assunzioni stagionali a tempo determinato per tali figure. Questo comporta un dispendio di risorse pubbliche (anche per vestiario ed equipaggiamento) e, soprattutto, l’impiego su strada di personale spesso privo di adeguata formazione ed esperienza.

Parallelamente, esistono operatori già formati, con esperienza maturata presso altre pubbliche amministrazioni fuori regione, assunti a tempo indeterminato e in possesso della qualifica di pubblica sicurezza, che avrebbero la possibilità di rientrare nelle Marche attraverso lo strumento della mobilità volontaria.

Si tratta di personale che conosce già il lavoro, le responsabilità e le criticità del ruolo, e che potrebbe rappresentare una risorsa immediatamente operativa e qualificata per i Comuni marchigiani. Inoltre, il rientro di tali operatori consentirebbe anche un arricchimento professionale interno, grazie alle competenze acquisite in contesti territoriali differenti.

Alla luce di ciò, si ritiene auspicabile una maggiore apertura da parte degli enti locali verso procedure di mobilità, così da favorire il rientro di personale qualificato e, al contempo, migliorare l’efficienza e la qualità del servizio offerto alla cittadinanza.

Confidando che possiate ritenere questo spunto meritevole di approfondimento, vi ringrazio per l’attenzione e per il lavoro di informazione svolto sul territorio.

(lettera firmata in originale ma riportata in anonimato su richiesta del mittente)


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