Musei di Fermo, l’effetto Maggioli: tutti i numeri e le nuove mostre in programma

MUSEI - Cinquantamila visitatori nel 2025, contro i 17mila del 2021. Sono i numeri presentati stamattina in conferenza stampa da Maggioli Cultura e Turismo che gestisce i Musei di Fermo. Numeri che l'assessore alla Cultura Micol Lanzidei ha inquadrato subito in una cornice più larga: «Abbiamo scelto di trattare la Cultura per quello che è: un'infrastruttura strategica, un motore di sviluppo e un elemento identitario fondamentale. Oggi, dopo cinque anni, possiamo dire con forte soddisfazione che questa scelta ha portato risultati concreti». La campagna elettorale entra in conferenza stampa: Scarfini pensa alla Cultura nelle periferie, Torresi punge Trasatti e la "Città che vogliamo"

di Silvia Ilari

Dai 17mila del 2021 ai 50mila nel 2025 il salto in avanti è evidente. Sono i numeri dei visitatori presentati in mattinata in conferenza stampa da Maggioli Cultura e Turismo che gestisce i Musei di Fermo. Numeri che l’assessore alla Cultura Micol Lanzidei ha inquadrato subito in una cornice più larga: «Abbiamo scelto di trattare la Cultura per quello che è: un’infrastruttura strategica, un motore di sviluppo e un elemento identitario fondamentale. Oggi, dopo cinque anni, possiamo dire con forte soddisfazione che questa scelta ha portato risultati concreti». L’assessore Lanzidei ha inoltre elogiato la collaborazione con Maggioli: «In questo percorso il salto di qualità è stata la collaborazione con il privato. Perché è stata sì strategica, ma è stata in qualche modo straordinaria. Ed è stata la prova fondamentale che quando pubblica amministrazione e privato smettono di guardarsi con diffidenza e e cominciano davvero a lavorare insieme, i risultati arrivano con maggiore impatto e più velocemente».

 

Gianluca Bellucci – GM Maggioli

Dal lato gestionale, il General Manager di Maggioli Gianluca Bellucci ha sottolineato come la crescita non sia stata casuale: «Certe cose non accadono per caso. Siamo riusciti a crescere perché abbiamo attivato un processo di costruzione dei contenuti, delle attività di comunicazione e della produzione culturale che alla fine è stato apprezzato dall’utenza, non solo turistica ma anche locale». Bellucci ha posto anche l’accento sul fatto che il personale è passato da 6 a 16 dipendenti, oltre agli stagionali «che vengono assunti per un periodo sempre più lungo. Mentre gli stagionali normalmente intervenivano tra luglio, agosto e settembre, adesso prendono servizio con la Pasqua fino a settembre-ottobre». Inoltre, tra il 2021 e il 2025, sono state realizzate oltre 100 attività e ogni anno più di 1.000 studenti hanno partecipato ai laboratori didattici. Tra le novità, anche l’integrazione del Museo Diocesano nel biglietto unico, definita «un fatto assolutamente prezioso» da Bellucci.
Mostre come quelle su Ligabue, Steve McCurry e l’attuale Christine. Oltre la corona — quest’ultima progettata e realizzata direttamente dagli operatori interni — hanno contribuito ad alzare l’asticella: «È un segno di crescita determinante», ha commentato il responsabile di Maggioli. «Qui non si vigilano solo le sale: si produce Cultura».

 

Le prossime mostre in programma
Prima dell’estate, dal 7 al 14 maggio, arriva Tradizioni mediterranee, una mostra fotografica sul tema del viaggio realizzata con fotografi che hanno pubblicato su National Geographic, realizzata a Fermo grazie al fotografo fermano Marco Raccichini. «Lo ringraziamo per questo dono che ci fa alla sua città», ha detto Lanzidei.

Poi, dal 28 giugno al 2 novembre, Palazzo dei Priori ospiterà Le vite parallele di Frida Kahlo e Marilyn Monroe, curata da Vincenzo Sanfo con un testo di Carolina Dema. 120 fotografie accompagnate da opere pittoriche per raccontare due donne che «hanno rappresentato un modello di vita di altissima esposizione, di grande sofferenza, di grandi gioie ma anche di grandi dolori» ha affermato Bellucci. In mostra gli scatti dei fotografi che le immortalarono — Nickolas Muray, Sam Shaw, Imogen Cunningham tra gli altri — e gli omaggi di Warhol, Mimmo Rotella, Marco Lodola e della cinese Zhang Hongmei. La mostra occuperà «praticamente tutto il piano nobile del palazzo» ha continuato.

 

Dall’8 dicembre 2026 al 2 maggio 2027 sarà la volta di Andy Warhol e la Pop Art, curata da Sanfo con Alberto Rossetti. Circa 150 opere — serigrafie, video, manifesti, ceramiche, e ben 60 copertine di vinili, alcune rarissime. «Un paio d’anni fa avevamo già fatto una mostra di grandissimo successo con due copertine di Warhol»- ha ricordato Bellucci – Quest’anno ne portiamo sessanta». In programma anche una sezione dedicata a Basquiat, Keith Haring e Jeff Koons, «i suoi epigoni, con una visione prolungata della pop art nel tempo».

Micol Lanzidei assessora alla Cultura

I cantieri del futuro: Fonte Vecchia e Torre di Palme
Parallelamente alla programmazione espositiva, l’amministrazione ha illustrato i principali interventi strutturali in programma. Il piano terra di Palazzo dei Priori sarà oggetto di una riqualificazione — i lavori partiranno a giugno — con l’obiettivo di migliorare l’accoglienza e ricavare nuovi spazi espositivi dedicati all’arte contemporanea nell’ex garage dei vigili.

 

Entro il 2027 è atteso il completamento di Fonte Vecchia, che ospiterà il museo archeologico completo — con l’aggiunta delle sezioni protostorica e romana — oltre a nuovi spazi espositivi, un deposito unico visitabile e parte dell’università. «Sarà un polo culturale a 360 gradi», ha continuato l’assessora «Gli studiosi potranno venire qui per un contatto diretto con i reperti. È una cosa che non ha precedenti per Fermo». «Inoltre — ha anticipato Lanzidei — questo consentirà anche di liberare la Sala dei Ritratti, restituendola alla sua funzione originaria, come i Fermani sono abituati a vederla». A Torre di Palme, il completamento del museo è previsto entro un anno ed è comprensivo di una piccola aula didattica.

 

Scarfini e Torresi: periferie e merito politico
A chiudere il cerchio, due interventi con una connotazione più schiettamente politica. L’attuale assessore al bilancio e candidato sindaco Alberto Maria Scarfini ha insistito sulla necessità di uscire dal perimetro del centro storico: «Dobbiamo essere pronti a portare quello che facciamo dentro i musei, dentro al teatro nelle periferie. Allargare l’attenzione verso questi luoghi con attività costanti e programmate. se Fermo vuole continuare a crescere, non può non pensare all’implementazione dell’offerta turistica e culturale nelle periferie e questo è già presente nel mio programma elettorale».
Il vicesindaco reggente Mauro Torresi, invece, ha voluto correggere il tiro su un punto preciso: «Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare. Ho sentito l’ex assessore alla Cultura Trasatti appropriarsi di questi numeri. Il merito è anche suo, ma quello della crescita esponenziale, specialmente dopo il Covid, è di Maggioli, di chi lavora e della nostra assessora Lanzidei, che qualche volta è stata bistrattata dalla sua stessa lista. Sono numeri pazzeschi, la destagionalizzazione di cui spesso si parla, a Fermo è realtà».

 


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