Il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti, ha depositato un nuovo atto ispettivo per «denunciare il perdurare dei gravissimi ritardi nella refertazione degli esami istologici presso l’ospedale di Fermo, una criticità cronica che sta ormai investendo l’intero territorio delle Marche. L’iniziativa nasce dall’ennesima segnalazione ricevuta da un paziente fermano che – scrive in un comunicato stampa il consigliere regionale dem – operato lo scorso 23 dicembre per un adenocarcinoma gastrico e dimesso il 6 gennaio, per mesi è rimasto nell’impossibilità di conoscere l’esito del proprio esame, vedendo così bloccata la pianificazione dell’iter terapeutico salvavita. Un responso che il paziente ha ricevuto soltanto dopo l’annuncio in aula della presentazione di un’ulteriore interrogazione sul suo caso da parte mia».
«Per la seconda volta – dichiara Cesetti – l’Ast è intervenuta solo dopo un mio intervento in consiglio regionale. E pensare che l’assessore alla Sanità si lamenta continuamente dell’attenzione che riservo ai temi della salute pubblica. Ma, mi chiedo, è normale che la vita delle persone sia affidata solo alle doverose iniziative di un consigliere regionale, anziché essere tutelata dalle istituzioni sanitarie attraverso protocolli seri e una reale ed efficiente programmazione?».
«La paralisi nella refertazione degli esami istologici – aggiunge Cesetti – rappresenta una lesione gravissima del diritto alla salute e una negazione dei Livelli essenziali di assistenza. Non è tollerabile che un malato oncologico debba attendere mesi per una diagnosi da cui dipende l’avvio delle cure: questo ritardo irresponsabile mette a rischio l’incolumità stessa dei cittadini e ne calpesta la dignità. Quello di Fermo è un caso emblematico di un’emergenza che sta purtroppo colpendo tutte le Marche. All’ospedale Profili di Fabriano, per esempio, si registrano ritardi analoghi per interventi effettuati prima di Natale, mentre l’Anatomia Patologica di Torrette è segnata da carenze di personale che si riflettono negativamente sull’intera rete regionale delle Ast».
«Ci troviamo di fronte a un paradosso istituzionale – prosegue l’esponente dem – da un lato registriamo l’efficienza del personale medico che interviene tempestivamente, dall’altro assistiamo al fallimento della programmazione sanitaria regionale che blocca le diagnosi. Questo corto circuito organizzativo riduce drasticamente le possibilità di cure tempestive. Il tempo della diagnosi è a tutti gli effetti tempo di cura, e ogni giorno di ritardo rappresenta una perdita di chance terapeutica che la Regione non può permettersi di ignorare».
«Ho già depositato tre interrogazioni tra febbraio e marzo – conclude Cesetti – ma le risposte fornite dall’Assessore alla Sanità sono risultate sempre evasive. Spero che questo nuovo atto serva a chiarire le cause specifiche dello stallo a Fermo, ma soprattutto a favorire la presentazione di un piano straordinario per la gestione delle Anatomie Patologiche in tutte le Marche. Esigiamo l’adozione di misure organizzative urgenti e l’assunzione di personale dedicato per azzerare queste liste d’attesa invisibili ma letali. La salute dei marchigiani deve tornare a essere la priorità assoluta, superando una gestione che sta spingendo troppi cittadini verso la mobilità passiva fuori regione».
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