Murales di Bazzani al Terminal, Lanzidei: «Arte come strumento di rigenerazione urbana»

FERMO - Il progetto ha promosso arte ed inclusione, prevedendo in fase di realizzazione il coinvolgimento, tramite la forma del “Baratto amministrativo”, di due cittadini in situazione di difficoltà, a testimonianza di come azioni culturali perseguano i principi di inclusione, formazione, apprendimento, partecipazione

Un’opera che rigenera luoghi e persone, un tocco di bellezza. Sta riscuotendo interesse e apprezzamento il murales realizzato dall’artista Paolo Bazzani sulle mura accanto al Terminal, in via Tomassini, su cui Cronache Fermane ha già scritto nelle scorse settimane.

«Un intervento artistico che è anche azione sociale e che rientra negli interventi di rigenerazione urbana, di valorizzazione del territorio, di partecipazione cittadina dell’Amministrazione Comunale – le parole dell’assessore alla cultura Micol Lanzidei – quanto realizzato da Paolo Bazzani sa esprimere bellezza, è l’arte che sa essere linguaggio che rigenera e riqualifica luoghi, che non è solo e meramente espressione artistica, ma cura per la propria città, per gli spazi pubblici, che è educazione civica, educazione al bello».

Il progetto ha promosso arte ed inclusione, prevedendo in fase di realizzazione il coinvolgimento, tramite la forma del “Baratto amministrativo”, di due cittadini in situazione di difficoltà, a testimonianza di come azioni culturali perseguano i principi di inclusione, formazione, apprendimento, partecipazione.

Non è la prima volta che Paolo Bazzani realizza opere per la città, collaborando ormai da diversi anni con il Comune di Fermo, vedi sempre ai maxiparcheggi al Terminal il “bacio dei ribelli contemporanei” inserito nel progetto FUM (Fermo Urban Museum) sulla street art o il murales al sottopassaggio in zona San Francesco. L’artista è stato anche il protagonista della realizzazione del murale che raffigura la città di Ansbach nel centro della città tedesca, con cui è stato celebrato a gennaio scorso in Germania il gemellaggio e l’amicizia ventennale tra le città di Fermo e Ansbach, evidenziando il legame culturale tra le due comunità.

L’opera lungo le mura del Terminal è intitolata “la Caverna di Platone 2.0 e richiama ciascuno al rapporto con la realtà e con se stessi,  tema che Bazzani ha inserito nel progetto presentato e che ha realizzato con l’estro, la passione ed il talento che lo contraddistinguono.

«Questa nuova opera pittorica nel luogo in cui è stata realizzata, ovvero al Terminal – ha sottolineato l’assessore Lanzidei – rappresenta il valore sociale dell’arte e della cultura, in un punto di transito ed in cui tutto scorre velocemente, richiamando a quanto tutti noi abbiamo bisogno, con i dovuti tempi, della ponderazione, della socialità e di senso civico per vivere nelle nostre comunità».

Lettera al Direttore: «”Caverna di Platone 2.0″, il contributo dell’arte murale all’anima e alla vita di tutti i giorni»


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