
di Sandro Renzi
“DesTeenazioni” è uno spazio multifunzionale finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che verrà inaugurato il 20 aprile a Porto San Giorgio, alla presenza del Viceministro del lavoro, Maria Teresa Bellucci. Si tratta di uno dei 60 spazi attivati in tutto il territorio nazionale nell’ambito della cosiddetta priorità “Child Guarantee” con l’obiettivo di creare un livello essenziale di prestazione per i servizi educativi rivolti agli adolescenti. Due gli spazi destinati alle Marche. Uno di questi, come detto, a Porto San Giorgio, all’interno dei locali di via Marsala. Oggi in conferenza stampa la presentazione del lavoro svolto. «Questo progetto vuole essere la voce dei giovani, una voce che vedrà collaborare Fermo e Porto San Giorgio in primis, ma che vede coinvolti anche i Comuni dell’Ambito sociale XIX. Rimodulare i servizi per gli adolescenti, questa la finalità, che ha visto collaborare tutte le istituzioni, a partire dalla scuola fino alla consulta dei giovani. Progetto sperimentale reso possibile grazie pure al lavoro dei nostri uffici» così l’assessore ai servizi sociali, Carlotta Lanciotti in avvio di conferenza stampa. E’ stata poi la volta di Alberto Antognozzi, presidente del Comitato dei 31 sindaci Ats. «Gratitudine per il lavoro svolto, un bellissimo risultato dell’Ambito sempre solerte a partecipare ai bandi pubblici. Il sociale è un settore che richiede sempre più stanziamenti da parte dei Comuni, senza l’Ambito non sarebbe possibile fare rete per i piccoli Comuni».
Adesso però inizia il vero percorso, quello legato alla gestione della struttura. Lo ha rimarcato Alessandro Ranieri, dirigente Ambito sociale XIX di Fermo. «Abbiamo creato un gruppo di lavoro coordinato tra Ambito e Comuni, tra funzioni amministrative e tecniche, un progetto quindi non centralizzato, come dimostra anche la scelta di collocare il centro a Porto San Giorgio. Siamo uno dei 60 progetti finanziati a livello nazionale di cui inaugurati una decina. Nelle Marche oltre al nostro c’è quello di Jesi. Da qui si vuole partire, d’intesa col Ministero del lavoro e della Politiche sociali, per promuovere i giovani oltre che affrontare le questioni legate al disagio. Questo spazio sarà attrezzato con locali per diversi scopi: musica, arte, orientamento per il lavoro, progetti sperimentali con ricadute sul territorio ad esempio. A cui si affiancheranno piccoli budget. Ma anche interventi per i genitori a cui vogliamo dare una sponda, senza essere troppo oppressivi. Il tema dunque è quello della promozione dell’esperienza. Non abbiamo scelto un gestore, ma abbiamo deciso di lavorare con il terzo settore».
Ma come agganciare i ragazzi? Se ne stimano 800. «In primis attraverso le scuole -spiega Gloria Filippetti, coordinatrice strategica del progetto “Des TeenAzioni”- con alcuni istituti siamo già partiti. Altra strategia quella dei presidi dell’educativa di strada con 4 operatori che andranno nei vari Comuni dell’Ambito, l’ultimo a partire sarà ad Altidona». Si tratta di un programma che tiene conto del territorio, redige un’analisi, individua i luoghi di socializzazione, avvia un confronto con le attività commerciali, e poi passa letteralmente alla strada con gazebo in luoghi anche informali. Lo spazio in via Marsala aprirà martedì 21. Sul piatto ci sono ovviamente altri interventi: dal supporto a ragazzi e ragazze di età compresa tra 16 e 19 anni con orientamenti e formazione professionali alla prevenzione della dispersione scolastica, dal supporto alle famiglie con tanto di consulenza psicologica e costituzione di gruppi aperti di genitori, ai tirocini triennali (75 per 8 mesi con indennità mensile) passando per l’accompagnamento psicologico (5 giorni alla settimana).
Una equipe di circa 25 operatori, uno schieramento di forze che non si è mai visto prima probabilmente nell’ambito sociale, che si rivolge ad adolescenti e ragazzi di età compresa tra 11 e 21 anni. A guidare i lavori, ma anche a selezionare parte degli operatori, sette realtà sociali che già sono presenti in questo territorio. «Questa struttura a regime comporterà la presenza di 25 nuovi educatori e professionisti -chiarisce Emanuele Ciarrocchi, referente del Consorzio Il Picchio e capofila- a differenza di altri progetti, questo vuole portare il benessere a tutte le fasce di età. Ci immaginiamo questo centro come un avamposto di felicità, sì risposte a bisogni concrete ma anche dare felicità ai giovani». I tecnici Lara Millevolte e Giacomo Ortenzi sono quelli che hanno dato l’impronta ai locali che ospiteranno il centro. A chiudere il sindaco Valerio Vesprini che ha ringraziato anche l’assessore Marco Tombolini. «Orgoglioso per il risultato e per il lavoro sinergico -ha detto il primo cittadino- credo che questa sia una risposta a chi chiede cosa facciano le istituzioni nel prevenire i disagi, ancora prima delle azioni di repressione e sorveglianza». I lavori sono costati 300 mila euro, mentre lo stanziamento complessivo per i prossimi tre anni ammonta a 3.314.854 euro. Trascorso il periodo sperimentale verrà messa in campo anche la fase strutturale, per cui si prevede che il progetto venga finanziato annualmente nell’ambito di interventi ministeriali.

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