di Maikol Di Stefano
Leonardo Tosoni toglie il velo e si presenta come candidato sindaco alla città di Fermo. Avvocato, trentenne, lui la scommessa sui cui il centrodestra (quasi unito) ha deciso di puntare. Figlio d’arte, il padre Mauro storico volto della politica a Porto Sant’Elpidio dov’è stato anche il candidato sindaco e consigliere comunale.
Col motto “riportiamo Fermo al centro” quello di Tosoni è il nome su cui la coalizione formata da Fratelli d’Italia, Lega, Udc, Noi Moderati e la lista Fermo al Centro.
«È vero, siamo gli ultimi a uscire e speriamo che anche in questo caso gli ultimi saranno i primi. Siamo gli ultimi a ufficializzare questa candidatura perché come è noto fino all’ultimo abbiamo tentato di costruire un fronte comune di centrodestra come quello che governa la Regione Marche con il presidente Acquaroli. Un fronte comune composto da forza civiche e dai partiti del centrodestra, che non ha trovato piena realizzazione per motivazioni che tutt’oggi non riesco a comprendere fino in fondo, ma sulle quali non voglio e non dobbiamo fare polemica anche perché noi in questi quaranta giorni di campagna elettorale, l’unica cosa che dobbiamo fare è parlare dei temi concreti che riguardano la nostra città» ha rotto così gli induci Tosoni, il cui programma verrà presentato nei vari quartieri nelle prossime settimane.
Dopo tanti anni Fermo protagonista nel rapporto con le istituzioni, anche certamente grazie al contributo dei partiti perché le Regioni, lo Stato, l’Unione Europea sono governate dai partiti e se la politica in questa fase non suscita più, come qualcuno dice, molto entusiasmo la soluzione non è e non può essere quella di nasconderli».
Un ragionamento che poi si sposta sull’identità della città: «Fermo è una città che ha delle istituzioni importantissime. La città della Cassa di Risparmio di Fermo che è una delle più antiche d’Italia, la città delle scuole il cui prestigio è riconosciuto in tutta Italia come l’Istituto industriale Montani, il liceo Classico, il Conservatorio. – prosegue il candidato, spostandosi poi sulla sicurezza – Vogliamo rendere di nuovo Fermo una città sicura, ci tengo a dirlo e lo faccio aprendo anche una parentesi perché non posso e non devo nasconderlo a nessuno: sono di destra, ma mi sforzerò di far capire ai cittadini che esistono anche molte sfumature nella destra e personalmente dico questo per chi, come me, non vuole lasciare spazio a discorsi razzisti o quant’altro. Queste cose non ci appartengono e personalmente non mi apparterranno mai. Però è importante intervenire su un tema e su un problema concreto e sentito da tutti, e quindi torniamo a parlare di vigile di quartiere, torniamo a parlare di presidi nei luoghi critici. Esiste una reale emergenza abitativa che va affrontata incrementando i fondi, devo dirlo, ad oggi insufficienti».
Un lancio che si chiude pensando ai giorni che verranno. «La sfida è certamente dura, qualche giorno fa pensavo che fosse più ardua di come è oggi, ne siamo consapevoli, e la strada è in salita. Il tempo è poco, ma abbiamo dalla nostra parte l’energia della passione, la forza dei sogni, il coraggio delle idee e un entusiasmo travolgente che sta crescendo ora dopo ora, stretta di mano dopo stretta di mano». Citando San Paolo e D’Annunzio «dico che combatteremo una buona battaglia conservando la fede, permettetemi di lanciare uno auspicio di vittoria e ripetendo testualmente le fatidiche parole fino alla meta affinché Fermo torni protagonista».

La presentazione di Leonardo Tosoni. In prima fila, da sin. Andrea Balestrieri, Andrea Putzu e Michele Sgariglia. Dietro, a sin. Luigi Rocchi
Una presentazione tra l’ovazione dei presenti, tra cui anche l’ormai ex candidato sindaco Mauro Concetti, presenti i volti di FdI Andrea Putzu e Andrea Balestrieri, quelli della Lega con Mauro Lucentini, Alan Petrini e Fabio Senzacqua. Un Tosoni accompagnato sul tavolo dalla senatrice di FdI Elena Leonardi, che investe il giovane avvocato senza troppi giri di parole e lancia la stoccata a chi nel centrodestra (Noi Marchigiani e Forza Italia) ha scelto altre strade: «Il centrodestra è qui, non ci sono dubbi su questo. Lo sforzo che è stato messo in campo in queste settimane nelle quali abbiamo lavorato per portare un contributo importante alla città di Fermo oggi si concretizza nella candidatura di Leonardo Tosoni e nella coalizione nei partiti che la sostengono, nelle civiche che la sostengono questo mese che ci separa dal voto, dalla tornata elettorale, sarà l’opportunità di presentare nel dettaglio quelle che saranno le nostre proposte. Io sono molto orgogliosa della candidatura di Leonardo e lo sono perché penso che sia un volto, come si dice, nuovo, ma non perché dobbiamo mettere una persona nuova a tutti i costi bensì perché può incarnare quella voglia e quello spirito che anche tanti fermani hanno di poter vedere una città diversa da quelle che hanno conosciuto fino ad oggi».
Parole di approvazione quelle che arrivano anche dal senatore Guido Castelli: «Leonardo mostra la sua serietà, il fatto di essere dedito alla politica con la P maiuscola, ma anche attento all’amministrazione e alle regole. Io sono convinto che dopo un’esperienza civica così lunga e governata da un illuminato come Paolo Calcinaro, arrivi un momento in cui la politica è bene che recuperi il suo ruolo perché una grande esperienza civica richiede la magia di un leader e sapete che ho ottimi rapporti con Paolo Calcinato. Però io credo che in questo momento la proposta in più sia quella di Leonardo e di tutto questo gruppo per mantenere Fermo nella condizione di rafforzarsi. Quindi idealmente a Paolo va una citazione: “Amicus Plato sed magis amica veritas“, ossia sono amico di Platone, o meglio in quest’occasione di Paolo, ma sono più amico della verità e la verità della politica mi porta a dire di dare una mano a Leonardo».
Una mancanza, quella di Forza Italia e Noi Marchigiani, a cui ha risposto per prima Giorgia Latini, deputata della Lega: «Qui ci sono tutte le forze provinciali del partito che si sono messe in gioco a testimonianza che la Lega c’è e vuole sostenere un giovane. Qui c’è il centrodestra, dall’altra parte c’è ambiguità, non sappiamo cosa ci sia». Anche Leonardi è intervenutasull’assenza di Forza Italia: «Dovrebbero dircelo loro perché non ci sono, al momento il loro simbolo non fa parte di questa coalizione». Mentre sulla scelta di Paolo Calcinaro di appoggiare Scarfini, Castelli ha spiegato tra la battuta ed il serioso: «Io ho lavorato in primis per avere tutti uniti, l’ho fatto bene, ma non ci sono e siamo riusciti. Vorrà dire che vedremo Scarfini aiutare Leonardo al ballottaggio. Anzi lo dico proprio a lui, quando verranno ad offrire l’aiuto, di essere intelligente nell’accettarlo».
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