“Assist all’inclusione” giunge alla terza edizione: il basket che unisce fa sempre più scuola

SOCIALE - Dalla provincia di Fermo fino a Porto Recanati, sempre più club aderiscono al progetto nato dall'intuizione targata Sutor Academy. In campo formazioni miste, con giocatori con sindrome di Down e normodotati, in una grande festa che pone al centro i valori più nobili dello sport.

di Silvia Ilari

È stata una mattinata densa di emozioni quella che si è svolta oggi all’Auditorium Officina delle Idee di Montegranaro, dove è stata ufficialmente presentata la terza edizione di Assist all’Inclusione, il torneo di basket che ogni anno riunisce sul campo ragazzi normodotati e ragazzi con sindrome di Down in squadre miste, sotto l’egida dell’inclusività. Il progetto, nato dall’intuizione di Fabrizio Vitali, presidente della Sutor Academy, e portato avanti con slancio da Paolo Romitelli — recentemente scomparso e ricordato più volte con commozione durante la cerimonia — è giunto alla sua terza edizione con rinnovato entusiasmo e una formula collaudata: un mini-campionato tra squadre Under 13 che si sfideranno in sei tappe, distribuite tra maggio e giugno, per concludersi con la Festa di Chiusura il 27 giugno al Campo Rossini di Montecosaro Scalo, nell’ambito della Festa dello Sport organizzata dal Comune.

Le sei squadre in campo

Sono sei le società sportive partecipanti alla terza edizione di Assist all’inclusione, affiancando in campo i giocatori dell’Associazione Anthropos Civitanova, cuore pulsante del progetto. Si tratta della Sutor Academy di Montegranaro, società ospitante e co-ideatrice del torneo; della Virtus Civitanova Marche e de Il Ponte Morrovalle, realtà radicate nel territorio maceratese; della Nuova Petritoli Basket dalla provincia di Fermo; dei Fochi Pollenza, società che ha aderito con entusiasmo già dalla scorsa edizione ospitando anche il camp estivo dell’Anthropos, e infine dell’Attila Junior Basket Porto Recanati. Un gruppo che, come sottolineato durante la presentazione, è ormai così numeroso da porre un problema inedito e per certi versi felice: non tutti quelli che vorrebbero partecipare riescono a trovare posto nel calendario.

«Non ci fermeremo mai»

Ad aprire i lavori è stato Roberto Di Rosa vicepresidente della Sutor Academy che ha subito voluto rendere omaggio a Paolo Romitelli, rimasto il simbolo vivo di questo progetto. «Paolo è vivo, è presente in tutto ciò che facciamo» ha detto dal palco.

A prendere la parola è stato successivamente Fabrizio Vitali, visibilmente commosso: «Nella mente passa solo il pensiero che non ci fermeremo mai. Anche se per realizzare Assist all’Inclusione i problemi ci sono — le tempistiche, gli impegni delle società — ma siamo arrivati alla terza edizione e sono orgoglioso di partecipare a un evento di questo tipo, che unisce».

Vitali ha voluto ringraziare in modo particolare il Comune di Montecosaro per l’ospitalità della finale: «Essere chiamati per una cosa che noi abbiamo creato è una soddisfazione immensa».

L’idea nata da un’esigenza reale

Tra i protagonisti della mattinata Gianni Cesca dell’Anthopos, uno dei fondatori del torneo, omaggiato, come gli altri ospiti, con una targa recante il motto di questa edizione: “Uniti in campo, inclusi nella vita”. Cesca ha raccontato le origini del progetto: «L’idea è nata dall’esigenza dei nostri ragazzi. Per il basket si allenano due o tre volte a settimana e hanno un campionato italiano che dura un solo fine settimana. Praticamente un allenamento in sostanza per non fare niente». Da lì, l’incontro con gli altri ed un’intuizione è diventata realtà.

Ha poi indicato qual è, a suo avviso, il valore più autentico del torneo: «Ho notato che i ragazzini delle squadre U13 che partecipano erano più sorridenti e più felici di esserci ancora di più dei nostri,  che già erano strafelici perché era una delle poche occasioni che hanno di giocare». Il segnale più bello? «L’anno scorso i ragazzini partecipanti nell’anno precedente erano tutti presenti a guardare le partite. Per me è stato un segnale veramente forte».

Cesca ha chiuso il suo intervento toccando temi profondi portando alla luce anche la storia di suo figlio, giovane con sindrome di Down: «La cosa che manca di più a questi ragazzi è il rapporto con i coetanei, l’amico che suona il campanello per andare al cinema o a vedere una partita di basket».

«Non dobbiamo sentirci speciali, deve essere la normalità»

Al suo primo anno nel progetto, Samuele Campetella, allenatore della Sutor Academy Under 13, ha scelto di partire da un ricordo personale che lo lega proprio a Gianni Cesca, al fine di spiegare il senso profondo di Assist all’inclusione. «Qualche anno fa, eravamo a un torneo a Marostica. In quel caso facemmo giocare Alex (il figlio di Cesca n.d.r.). Parlammo con gli organizzatori, è stata una cosa naturale. Tanto naturale che nessuno di noi si è sentito speciale».

Da quel ricordo, la riflessione: «Questa iniziativa deve riportare la normalità su questo aspetto. Ragazzi con diversi gradi di abilità che giocano insieme, con la competitività e la voglia di vincere che ognuno di noi ha dentro. Questo non deve dividerci, deve unirci. Non dobbiamo sentirci speciali nel partecipare a un’iniziativa come questa. Deve essere la normalità».

L’agonismo che non divide, ma unisce

Claudio Bellanti —  allenatore dell’Anthropos Civitanova — ha sottolineato l’aspetto agonistico spesso dimenticato nel racconto dell’inclusione: «A noi come squadra di basket serve tempo e spazio, da sempre. La cosa positiva è che rispetto agli anni scorsi in cui cercavamo chi partecipasse, adesso dobbiamo quasi essere “esclusivi”».

A prendere la parola è stato poi il capitano dell’Anthropos Civitanova, Davide Moriconi che con poche parole ha detto tutto: «Da capitano ringrazio tutti i miei amici miei, i miei fratelli». «Siamo arrivati secondi nel campionato italiano» ci ha tenuto a rimarcare con un sorriso.

I Fochi Pollenza: «Chi viene in palestra deve uscire col sorriso»

Sul palco sono saliti anche i rappresentanti dei Fochi Pollenza, il presidente Fabrizio Sperandini e la vicepresidente Elisabetta Rovi. Sperandini ha spiegato la filosofia della società: «Nella nostra concezione di sport c’è il fatto che lo sport sia una forte prevenzione di qualsiasi tipo di devianza giovanile. Il nostro motto è che chi viene in palestra deve sudare, essere sfinito, ma uscire col sorriso, altrimenti diventa un altro obbligo». Ha poi ricordato l’esperienza del camp estivo ospitato a Pollenza: «Nonostante fosse agosto, ad allenarsi in palestra c’erano sempre, forse anche troppi ragazzi. Questo dimostra che giocando, divertendosi, impegnandosi, i ragazzi crescono e crescono in maniera migliore».

«Basta retorica sulla disabilità»

Decisa e appassionata è stata la presa di posizione della vicesindaca di Montecosaro Stefania Lufrano, che ha toccato un nervo scoperto dell’attualità sportiva: «Mi ha colpito la notizia della nazionale italiana di atleti con sindrome di Down che non ha ricevuto i fondi per recarsi a Sofia a disputare i mondiali. O noi decidiamo che lo sport è un diritto di tutti e deve avere pari dignità, oppure vuol dire che l’inclusione è una parola retorica. Io direi basta con la retorica sulla disabilità». E sul torneo: «Assist all’inclusione vuol dire  affermare un diritto in modo concreto. Noi vi aspettiamo a Montecosaro con grande gioia per disputare una finale con grinta e voglia anche di vincere in modo sano».

Il consigliere delegato allo sport di Montecosaro, Massimiliano Moretti, ha aggiunto: «Quando l’anno scorso ho cominciato a pensare alla prima edizione della Festa dello Sport pensavamo di dedicare un momento per fare qualcosa sull’inclusione, ma non avevamo l’idea. Poi parlando con Roberto è venuta fuori l’idea degli spazi per il torneo. Non ci abbiamo pensato neanche un secondo».

Da Morrovalle, porte aperte

L’assessore del Comune di Morrovalle Desiréè Lupi ha portato il saluto dell’amministrazione con calore: «Voi avete una grande fortuna —  ha detto rivolgendosi ai ragazzi — Quando arrivate nei campetti, nelle palestre, trovate persone come queste, che vi aspettano, che vi accolgono sempre a braccia aperte. A Morrovalle le porte sono spalancate per tutti. Lo spazio lo troveremo senz’altro, vi aspettiamo numerosi».

La voce di un ex partecipante: «Una delle esperienze più belle vissute sul campo»

Tra i momenti più toccanti della mattinata, la testimonianza di Leonardo Andrielli, ex partecipante del torneo oggi nell’Under 15 della Sutor Academy, chiamato sul palco come simbolo vivente di quello che Assist all’Inclusione può generare nei giovani: «Partecipare a questo torneo è stata una delle esperienze più belle che ho vissuto in un campo di basket. Quando mi trovavo a giocare con questi ragazzi, anche i momenti più comuni sembravano momenti speciali. Per coloro che andranno ad affrontare questo torneo sarà un’esperienza davvero indimenticabile».

Gismondi: «La Sutor è nel cuore di noi Montegranaresi»

A chiudere la cerimonia è arrivato Gastone Gismondi, assessore allo Sport del Comune di Montegranaro, che ha portato anche il saluto del sindaco. Gismondi non ha lesinato parole di affetto per la società ospitante: «Io non finirò mai di ringraziare la Sutor. Qualche giorno fa ho ricevuto una telefonata di un importante giornalista sportivo che mi chiedeva qual è una società sportiva che ha avuto alti e bassi, che rappresenta un po’ anche il periodo economico che stiamo vivendo, e io ho detto: “C’è una squadra nel cuore di noi montegranaresi che è la Sutor. Ogni ragazzino cresce con questo nome, che rappresenta non tanto il presidente di turno, ma rappresenta il popolo, la dedizione ma soprattutto rappresenta le nostre tradizioni».

Un applauso sentito ha accolto infine Veronica Pesci, coordinatrice del progetto e anima organizzativa che lavora nell’ombra: un momento di riconoscimento per una figura che i presenti hanno definito indispensabile, per far sì che l’inclusione non resti solo una parola.

Il calendario degli incontri

Le tappe del torneo sono cinque e si svolgeranno in altrettante location della provincia: Petritoli (24 maggio), Civitanova Marche (31 maggio), Porto Recanati (7 giugno), Pollenza (10 giugno), Morrovalle (14 giugno). E poi, la finale in programma il 27 giugno a Montecosaro Scalo, al Campo Rossini, a partire dalle ore 17.

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