Riceviamo da Sandra Scipioni * e pubblichiamo:
In occasione del Primo Maggio, ricevere l’onorificenza della “Stella al Merito del Lavoro” dalle mani dello Stato non è per me solo un traguardo personale, ma un’occasione per riflettere sul senso profondo del “fare” nella nostra società.
Ho 67 anni e ho trascorso la mia vita professionale nel mondo dell’assistenza fiscale (Enasco 50&Piu’). A prima vista, potrebbe sembrare un lavoro fatto di numeri, scadenze e fredda burocrazia, ma per me non è mai stato così. Dietro ogni pratica, dietro ogni modulo, ho sempre visto il volto di una persona: il pensionato preoccupato per il proprio futuro, la famiglia in difficoltà, il cittadino fragile che cerca nel labirinto delle norme una bussola di dignità.
Oggi, come “Testimone di dedizione e professionalità”, sento il dovere di dire che il lavoro non è solo un mezzo di sostentamento. Il lavoro è prima di tutto un atto di cura verso la comunità. In anni di attività ho imparato che la vera competenza non risiede solo nel conoscere le leggi, ma nella capacità di ascoltare. Assistere una persona anziana o un soggetto fragile significa tradurre il linguaggio spesso ostico delle istituzioni in un gesto di vicinanza e rassicurazione.
In occasione del Primo Maggio, il mio pensiero va a chi il lavoro lo cerca, a chi lo ha perso e a chi lo svolge con fatica, ma va soprattutto ai giovani: auguro loro di trovare una professione che non sia solo “occupazione”, ma missione e soprattutto certezza di un futuro dignitoso senza dover abbandonare le proprie radici.
La Stella che porto sul petto non illumina me, ma il valore di quell’impegno silenzioso e costante che tiene unito il nostro Paese.
Lavorare con etica significa onorare la Costituzione ogni giorno. Perché una società è veramente civile solo quando nessuno, davanti alle necessità burocratiche o fiscali, viene lasciato solo.
* Insignita della Stella al Merito del Lavoro















