«L’ospedale “A. Murri” dell’Ast di Fermo e le scuole primarie di Fermo e provincia sono stati premiati oggi come “Provincia Angels” nelle Marche. Una provincia Angels è un territorio in cui la consapevolezza della comunità, il lavoro del personale sanitario di emergenza (Ems) e l’assistenza ospedaliera acuta sono tutte ottimizzate per assicurare esiti migliori ai pazienti colpiti da ictus. Una provincia in cui, quindi, gli ospedali, i servizi di emergenza, le autorità locali e gli educatori pubblici lavorano di concerto per fornire mani sicure alle persone colpite da ictus nelle loro comunità». E’ quanto si legge in una nota dell’associazione A.l.i.Ce., associazione per la lotta all’ictus cerebrale.
L’ictus è una patologia tempo-dipendente: ogni minuto che passa, la persona che ne è colpita perde circa due milioni di neuroni. Questa perdita si traduce in una maggiore incidenza di morte e, soprattutto, di disabilità: ciò vuol dire che è fondamentale agire tempestivamente e compiere le azioni giuste.
«Il lavoro multidisciplinare tra i diversi professionisti coinvolti nella rete ictus e la collaborazione tra ospedali e territorio sono fondamentali: la gestione del paziente con ictus, per la sua complessità, non può che essere interconnessa tra le varie discipline considerato il ruolo che ognuno dei professionisti svolge all’interno del percorso: il sanitario del 118 nella fase pre-ospedaliera, il medico di pronto soccorso all’arrivo in ospedale, il neuroradiologo nella fase diagnostica, il medico della Stroke Unit e quando indicato: il neuroradiologo interventista, il neurochirurgo ed il chirurgo vascolare del centro Hub Stroke dell’Azienda ospedaliera universitaria Torrette di Ancona – dichiara Maria Cristina Acciarri, responsabile della Stroke Unit della Uoc Neurologia di Fermo. Nella fase del post-ictus, oltre al fisiatra, al neurologo, al fisioterapista e al logopedista, assume importanza anche il medico di medicina generale per la continuità delle cure e il monitoraggio delle stesse».
Ogni 30 minuti una persona colpita da ictus, che avrebbe potuto essere salvata, muore o rimane invalida per sempre perché è stata trattata nell’ospedale sbagliato. Il progetto Angels nasce proprio con l’obiettivo di implementare le linee guida della European Stroke Organization, costruire una rete d’eccellenza nella gestione del paziente con ictus a livello globale e garantire quindi a tutti i pazienti colpiti da ictus uguali dignità di cure, ovunque essi si trovino.
«Le persone colpite da ictus traggono beneficio dai trattamenti di fase acuta e dal ricovero nei Centri Ictus. Il percorso del paziente con ictus presenta diverse complessità: dall’alta percentuale (25% circa) di quelle patologie acute che sembrano un evento di natura vascolare ma in realtà non lo sono e possono essere riconosciute solo da personale esperto, alla necessità di somministrazione del trattamento trombolitico per via endovenosa o dei trattamenti interventistici, possibili solo nei centri autorizzati, fino alle opportunità offerte dalla diagnostica neuroradiologica avanzata, indispensabile per verificare la cosiddetta “finestra terapeutica” entro cui operare in casi selezionati. Da tutto questo deriva la necessità di un ottimo funzionamento della rete ictus in tutte le sue fasi, pre-ospedaliera, ospedaliera e post-ospedaliera – commenta Patrizio Cardinali, direttore della Neurologia dell’Ast di Fermo – La rete Ictus dell’azienda sanitaria fermana oltre alla Neurologia si avvale della disponibilità di un team multidisciplinare di esperti appartenenti alla Radiodiagnostica, Emergenza-Urgenza, Laboratorio Analisi, Fisiatria. Per l’ottimo lavoro svolto si ringraziano i direttori passati e presenti delle singole unità operative (i reparti, per intenderci, ndr): Gianluca Valeri, Antonio Ciucani e Tamara Mariani, Salvatore Licitra, Emanuela Moriconi e Maria Menichetti per l’ottimo lavoro svolto in piena sinergia, disponibilità ed alta professionalità».
«Il personale sanitario che opera nei servizi di emergenza territoriale 118, con il costante supporto degli operatori della Centrale Operativa, svolge un ruolo fondamentale – continua Tiziana Principi, direttore della Centrale operativa 118 delle Ast Ascoli e Fermo – perché deve essere preparato a identificare e valutare rapidamente la presenza del criterio neurologico e del tempo di insorgenza dei sintomi, ragionando su dove si trova il paziente. Deve essere quindi in grado di riconoscere prontamente l’ictus, stabilizzare il paziente, raccogliere le informazioni rilevanti e trasportarlo nel minor tempo possibile nell’ospedale più appropriato, che spesso non coincide con l’Ospedale più vicino. Nell’attivare il Percorso Ictus, la Centrale Operativa invia sistematicamente una prenotifica all’Ospedale, mentre il sanitario sul posto accelera più possibile il tempo dell’intervento, rileva i parametri vitali, imposta un monitoraggio multiparametrico continuo, posiziona un adeguato accesso venoso, inizia una terapia di supporto farmacologico e si confronta telefonicamente tramite Centrale operativa con Il Neurologo di guardia».
«Siamo estremamente soddisfatti per il raggiungimento di questo risultato che rappresenta un importante riconoscimento del lavoro di squadra e dell’impegno costante dei nostri professionisti nel garantire percorsi di cura tempestivi e di alta qualità. È un traguardo che conferma l’eccellenza della nostra rete assistenziale e ci sprona a continuare su questa strada» afferma Roberto Grinta, direttore generale dell’Ast di Fermo.
«L’ictus cerebrale è una patologia tempo-dipendente. Identificare precocemente la patologia evitando perdite di tempo nella presa in carico e trattamento, grazie ad un percorso condiviso tra gli operatori sanitari della fase di emergenza pre-ospedaliera, ospedaliera e territoriale, che sia il più virtuoso possibile e consenta di ridurre i ritardi negli intervalli tra il tempo di arrivo in ospedale e la fase di terapia e ricovero, vuol dire salvare migliaia di vite e prevenire le possibili conseguenti disabilità» questo il commento di Elisa Draghi, direttore sanitario dell’Ast di Fermo.
Fermo e la sua provincia si sono distinte, inoltre, per la massiccia partecipazione di oltre 400 bambini al progetto Fast Heroes, la campagna didattica internazionale rivolta ai bambini delle scuole primarie che ha come obiettivo quello di insegnare loro, attraverso attività ludiche e video, a riconoscere i principali sintomi dell’ictus e a chiamare tempestivamente i soccorsi, trasformandosi così in supereroi che salvano i nonni dall’ictus cerebrale.
«Il nostro ringraziamento va in particolare alle maestre e ai dirigenti scolastici che hanno capito l’importanza di questo progetto e ai bambini che hanno partecipato con grande entusiasmo – dichiara Sara Polini, referente territoriale Ed. Motoria, Fisica e Sportiva e Educazione alla Salute Ufficio Scolastico Provinciale di Fermo – Siamo certi che la loro voglia e facilità di apprendere e condividere quanto hanno imparato a scuola possano incoraggiare la successiva diffusione del messaggio al resto della famiglia, in particolare ai nonni con cui solitamente passano molto tempo».
«Fast Heroes, nel nostro Paese, è portato avanti da A.L.I.Ce. Italia Odv con l’obiettivo di insegnare ai bambini i principali sintomi dell’ictus e, allo stesso tempo, il numero da chiamare. Il tutto attraverso i racconti degli eroi FAST, ciascuno alle prese con il “Trombo malefico” e con uno specifico sintomo che intacca le sue speciali capacità. I nonni sono custodi di memorie e valori, ma sono anche e soprattutto un supporto concreto e quotidiano per milioni di famiglie. Sono la base solida delle famiglie. Sono una risorsa insostituibile per la crescita dei bambini e per il legame intergenerazionale. Con Fast Heroes vogliamo non solo celebrarne il ruolo così importante, ma anche contribuire a salvaguardare e proteggere la loro salute, così preziosa per tutti noi» conclude Annunziata Scuppa, presidente di A.l.i.ce. Marche Odv.
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