Il settore agroalimentare nella regione Marche è in costante crescita. Migliaia di aziende e posti di lavoro che anche nel Fermano impattano sul sistema produttivo. Alla guida della sezione Agroalimentare di Confindustria Fermo è stata confermata Graziella Ciriaci. «Un settore in salute che ha nel territorio, nella sua qualità, la prima risorsa. Nascono così Dop, Igp e l’attenzione al biologico».
La presidente prosegue quindi il lavoro iniziato due anni fa quando ha saputo, con determinazione, creare la sezione partendo da zero. Le aziende associate oggi sono dieci. «Sono moto soddisfatta, perché quando siamo partiti, con il numero minimo previsto dai regolamenti, sembrava una sfida impari. Poi, grazie a lavoro, servizi e relazioni siamo cresciuti. E nel giro di breve tempo raggiungeremo quota 14 imprese” prosegue la presidente.
Ciriaci, alla guida dell’omonimo Salumificio con base a Ortezzano, ha saputo nel corso degli ultimi due anni ampliare la sezione, coinvolgendo differenti settori. Oggi, all’interno di Confindustria Alimentare, siedono imprenditori del vitivinicolo, del congelato, delle carni, della pasta. “Ultimo ingresso – racconta il direttore di Confindustria Giuseppe Tosi – è quello di un panificio che è un modello di organizzazione e logistica, qualità che gli hanno permesso di lavorare con la Gdo e il sistema sanitario».
Ciriaci, durante la sua relazione di mandato, ha puntato sulla necessità di accrescere le collaborazioni tra le aziende associate: «Lavoreremo per spazi comuni in alcune fiere di settore. E vogliamo migliorare il rapporto con Linfa, l’azienda speciale della Camera di Commercio delle Marche, che è fondamentale soprattutto per internazionalizzare».
Quello che è emerso durante gli interventi è la solidità del settore: «Nel Fermano le dimensioni sono piccole, sappiamo che per stare su alcuni mercati può essere un limite, ma questo ci ha anche permesso di creare prodotti unici», ha ribadito la presidente. Graziella Ciriaci ha concluso l’intervento parlando di visione regionale, di rete: «Con Macerata e Ancona dobbiamo, visto il percorso aggregativo in itinere, rafforzare le collaborazioni. Tenendo sempre le porte aperte ad Ascoli, che con noi condivide la ricca Valdaso. Fare squadra è fondamentale».
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