I dati della campagna di screening gratuito promossa dall’Unità Operativa Complessa (Uoc) Malattie Infettive, guidata dalla dr.ssa Fiorella Mecozzi, evidenziano l’importanza della diagnosi precoce sul territorio.

Si è conclusa con un bilancio estremamente positivo la giornata di screening gratuito per l’Epatite C (Hcv), svoltasi lo scorso venerdì 19 giugno 2026 presso l’Ospedale A. Murri con banchetto informativo e test di screening gratuiti. L’iniziativa, promossa e coordinata dal reparto di Malattie Infettive ha registrato un’importante affluenza di cittadini, confermando il valore strategico delle campagne di prevenzione.

Nel corso della mattinata, dalle 9,30 alle 13, sono stati eseguiti ben 126 test rapidi. L’analisi demografica dei partecipanti ha evidenziato una netta prevalenza della componente femminile: hanno aderito allo screening 86 donne (68% del totale) e 40 uomini (32%).

Per quanto riguarda la distribuzione per età, la fascia maggiormente rappresentata è stata quella tra i 41 e i 60 anni con ben 51 aderenti (di cui 36 donne e 15 uomini), seguita dalla fascia 61-80 anni con 41 soggetti (28 donne e 13 uomini). Più moderata l’affluenza tra i giovani (30 persone nella fascia 21-40 anni) e nella popolazione over 81 (3 soggetti), mentre si è registrato un solo accesso sotto i 20 anni.

I risultati clinici: su 126 test effettuati, 124 sono risultati negativi e 2 sono risultati positivi (pari all’1,58% dei soggetti testati). Nello specifico, i casi emersi riguardano un uomo di circa 60 anni, con riferita infezione da Hcv già trattata in precedenza, e una donna di circa 60 anni, con infezione non nota fino al momento dello screening.

Ad entrambi i cittadini è stata immediatamente proposta e programmata una valutazione ambulatoriale di approfondimento clinico presso le strutture della Uoc Malattie Infettive per la corretta presa in carico terapeutica.

La diagnosi precoce resta l’arma più efficace contro l’Hcv, un virus spesso silente che può causare danni cronici importanti se non identificato tempestivamente. L’identificazione di un’infezione non nota consente oggi di avviare il paziente verso le moderne terapie antivirali ad azione diretta, in grado di portare alla guarigione definitiva in oltre il 95% dei casi.

La direzione generale dell’Ast Fermo, guidata dal direttore generale dr. Roberto Grinta, e l’équipe delle Malattie Infettive esprimono profonda soddisfazione per l’alto senso di prevenzione dimostrato dalla cittadinanza e ribadiscono l’impegno costante dell’Azienda nella tutela della salute pubblica.

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