«La retorica della sicurezza come eterno cavallo di battaglia della destra si infrange brutalmente contro la realtà dei fatti nel territorio fermano. Denunciamo con forza il totale fallimento politico di un’amministrazione comunale che, con una vicinanza politica ed ideologica con i partiti di centro-destra del governo regionale – gli stessi che da sempre sventolano la bandiera della legalità in campagna elettorale – assiste passivamente al declassamento di Fermo a vera e propria “Cenerentola d’Italia” in materia di risorse e tutele per i cittadini», così si esprime in una nota il gruppo consiliare di minoranza “Fermo Città Comune” in merito alla questione sicurezza e alle recenti prese di posizione dei sindacati di Polizia.
«A certificare questa situazione insostenibile sono le pesantissime note congiunte dei sindacati di Polizia. Il tanto sbandierato “potenziamento estivo” per l’anno 2026 si sta rivelando un paradosso: mentre altre province marchigiane e italiane ricevono rinforzi adeguati per i flussi turistici, la Questura di Fermo viene penalizzata con l’invio di poche unità simboliche, che non bastano nemmeno a coprire i pensionamenti. Il risultato? Agenti sovraccaricati e nessuna reale garanzia di sicurezza per i cittadini proprio all’inizio della stagione balneare».
«La crisi della sicurezza nel fermano non è un’invenzione dell’opposizione, ma un’emergenza strutturale. Lo dimostra chiaramente la mozione urgente presentata in Consiglio Comunale dal consigliere Fabrizio Girotti (Partito Democratico, ndr), un’iniziativa che l’intera coalizione di centro-sinistra sostiene in modo compatto per accendere i riflettori sulla costa nord e su tutta la città».
«Le statistiche del Ministero dell’Interno collocano la provincia di Fermo ai vertici regionali per indice di criminalità in rapporto alla popolazione, con ben 3.159,2 reati denunciati ogni 100.000 abitanti. Eppure, la risposta locale è stata la progressiva smobilitazione. Nel 2000 era stato inaugurato un presidio stabile di Polizia Municipale in via Verrazzano a Lido di Fermo, fondamentale punto di riferimento per residenti e operatori economici; dal 2019, sotto l’attuale amministrazione, quel presidio ha cessato di esistere».
«Oggi, a fronte di una popolazione di circa 35.800 residenti e di oltre 350 km di strade da controllare, il Corpo di Polizia Locale può contare su appena 24 unità operative effettive (di cui 3 part-time e una indisponibile). Una dotazione drammaticamente insufficiente che mette a rischio l’incolumità degli stessi operatori e l’efficacia del servizio di prossimità. La contraddizione di chi governa questa città è ormai sotto gli occhi di tutti. I cittadini e i turisti di Fermo non se ne fanno nulla degli spot elettorali: hanno il diritto sacrosanto di vivere in una città sicura, controllata e protetta. Come coalizione unita chiediamo che il Sindaco e la Giunta interrompano immediatamente questo silenzio di convenienza politica. È necessario che l’amministrazione si attivi con urgenza presso il Ministero dell’Interno e la Prefettura per pretendere il rispetto e le risorse che la comunità fermana merita. Le nostre priorità sono chiare, chiediamo un piano straordinario di assunzioni per la Polizia Locale e l’immediata riattivazione del presidio stabile sulla fascia costiera nord. Accanto a questo consideriamo imprescindibile l’attivazione di serie politiche sociali di prevenzione e di misure concrete per l’inclusione lavorativa, capaci di contrastare la marginalità e il degrado che alimentano la microcriminalità».















