Per anni il nuoto è stato una delle attività più consigliate a chi soffre di mal di schiena. Ancora oggi molte persone, quando iniziano ad avere dolore, ricevono sempre lo stesso consiglio: “Vai a nuoto”. Eppure, dopo mesi di piscina, molte continuano ad avere gli stessi problemi.

Molti avvertono un miglioramento iniziale, poi il dolore ritorna e con lui anche la paura di fare un movimento sbagliato.

A quel punto nasce una domanda:

“Se sto facendo nuoto, sono costante e mi impegno… perché continuo ad avere mal di schiena?”

Il nuoto può essere utile, ma per molte persone non è sufficiente.

Nonostante venga consigliato da anni, una revisione scientifica pubblicata nel 2023 sul Journal of Bodywork and Movement Therapies ha evidenziato che non esistono prove forti che dimostrino che il nuoto, da solo, possa risolvere il mal di schiena.

Per molte persone, la parte più frustrante è proprio questa: impegnarsi, essere costanti, dedicare tempo alla piscina e continuare comunque a convivere con il mal di schiena.

Questo non significa che il nuoto faccia male. Significa che il problema è molto più complesso e qualche vasca in piscina non basta a risolverlo.

In acqua molte persone che soffrono di mal di schiena si sentono meglio. Il corpo è più leggero, alcuni movimenti risultano meno impegnativi e le articolazioni sono meno stressate.

Ma stare meglio in acqua non significa necessariamente aver recuperato le capacità che servono nella vita di tutti i giorni.

Fuori dalla piscina infatti il corpo deve affrontare ore trascorse in piedi, scale, lavoro, figli da prendere in braccio, borse della spesa e movimenti continui contro la gravità. In acqua, invece, molte delle situazioni che nella vita quotidiana fanno emergere il dolore diventano meno impegnative.

Ed è proprio in queste situazioni che molte persone continuano a fare fatica.

Chi soffre di mal di schiena spesso perde forza, libertà di movimento e sicurezza senza rendersene conto. 

In acqua alcuni limiti possono sembrare meno evidenti perché il corpo è parzialmente sostenuto. Fuori dall’acqua, invece, quelle stesse difficoltà tornano a presentarsi ogni giorno. E la delusione più grande è accorgersi che, nonostante mesi di costanza, il dolore continua a presentarsi nelle situazioni di tutti i giorni.

Oggi la ricerca scientifica suggerisce una strada diversa.

Una revisione Cochrane pubblicata nel 2021, che ha analizzato 249 studi e oltre 24.000 persone, ha evidenziato che l’esercizio fisico strutturato e personalizzato rappresenta uno degli strumenti più efficaci per ridurre il dolore nelle persone con mal di schiena. Nello specifico, lo studio ha preso in considerazione persone con lombalgia cronica.

L’obiettivo non è semplicemente muoversi.

L’obiettivo è aiutare il corpo a recuperare forza, fluidità, controllo del movimento e capacità di affrontare le richieste della vita quotidiana senza che il dolore prenda il controllo.

Perché una cosa è sentirsi meglio durante un’attività, un’altra è riuscire a vivere normalmente senza doversi fermare per il mal di schiena.

Per questo con il Metodo Atraining partiamo sempre da una valutazione iniziale.

Non per comprendere soltanto dove fa male, ma per capire quanto il problema stia già togliendo libertà di movimento, autonomia e qualità della vita.

Molte persone si accorgono della gravità della situazione solo quando hanno già smesso di fare cose che consideravano normali, quando il mal di schiena ormai li costringe ad abbandonare impegni sia lavorativi che personali.

Il primo passo del Metodo Atraining è capire quale parte del corpo sta causando il sovraccarico della schiena.

Per questo mettiamo a disposizione una valutazione iniziale gratuita tramite il form presente qui.

 

Palestra Atraining

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Monte Urano (FM)
Cell. +39 3713822889
Sito Web: www.atraining.it
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