Ha preso ufficialmente il via ad Amandola la nuova stagione della formazione. Il borgo montano si riconferma polo strategico e intellettuale dell’entroterra marchigiano, presentando un pacchetto di percorsi formativi di altissimo livello che quest’anno spazia dalla gestione dei territori montani alle più avanzate frontiere dell’innovazione tecnologica e comunitaria.

«L’offerta – ricorda il sindaco Adolfo Marinangeli – si articola su cinque pilastri fondamentali: la cooperazione strategica con Anci Marche per l’aggiornamento dei tecnici e degli amministratori locali; la prestigiosa Sibillini Europa Summer School, focalizzata nei rapporti stretti con Bruxelles sulle politiche europee; i laboratori d’avanguardia sulla Space Economy e le tecnologie aerospaziali applicate alla protezione civile; la storica Accademia di “Alta formazione musicale” della Gioventù Musicale d’Italia e, infine, le specializzazioni legate alle professioni agricole della montagna insieme con la prestigioso Universo di Camerino.
La vera novità di questa stagione risiede nella visione economica che sottende il progetto. Ad Amandola, la formazione non è solo attività didattica, ma una vera e propria “industria pulita” in grado di generare un’economia circolare virtuosa e sostenibile. La presenza costante di centinaia di corsisti, docenti, ricercatori e accademici si traduce in un indotto immediato per le attività di prossimità: negozi storici, strutture ricettive, bar e ristoranti beneficiano direttamente di questo flusso continuo di visitatori sempre più residenziali».
In quest’ottica si inserisce anche il piano di qualificazione aziendale legato ai progetti del Bando Borghi, come “Sibillini Romantici” e dell’università di Camerino con “Agrinnova” , volto a dotare commercianti, artigiani e operatori dell’agroalimentare di strumenti di marketing digitale e tecniche di accoglienza turistica d’avanguardia.

«Quando parliamo di Amandola come Città della Formazione, parliamo di economia reale – dichiara l’assessore al Commercio e al Turismo, Maria Rita Grazioli. – Ogni persona che arriva qui per studiare, ricercare o amministrare vive il nostro Borgo, consuma nei nostri locali e alloggia nelle nostre strutture. La formazione è quindi diventata una fonte di reddito diretto per il nostro tessuto commerciale. Investendo sulle competenze, non solo contrastiamo lo spopolamento delle aree interne, ma offriamo ai nostri operatori un pubblico globale e nuove opportunità di crescita. Dimostriamo che dall’Appennino si può guardare al futuro, creando sviluppo e ricchezza concreta»
Con il supporto della Regione Marche, delle Università marchigiane e dei partner scientifici e industriali, Amandola apre ancora una volta i suoi laboratori e le sue aule a una stagione che promette di ridefinire il futuro delle comunità montane, nel segno della conoscenza, dell’innovazione e della sostenibilità.

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