«Sei stato e resterai un esempio, un maestro. Non ti dimenticheremo». Parole sussurrate, bisbigliate in chiesa, ma con gli sguardi rivolti al cielo, ad accompagnare l’ultimo viaggio di Duilio Iobbi. Il noto esercente sangiorgese si è spento, infatti, sabato all’età di 91 anni. E con lui se ne va una storia sangiorgese, una storia di mare e spiaggia, un racconto lungo 91 anni, di lavoro, sacrifici ma anche tante soddisfazioni vissute in riva al mare, vissute all’insegna dell’accoglienza, della ristorazione, di una passione lunga una vita, condivisa con la moglie Giancarla e tramandata ai figli Fabio e Romina.
Oggi pomeriggio quelle parole sono timidamente riecheggiate a più riprese nella parrocchia di Gesù Redentore, dove alle 16,30 si è svolto il funerale di Iobbi, officiato da don Piero Gervasio. Una chiesa gremita, tanti amici, conoscenti, parenti ma anche una sfilza di colleghi e dipendenti di ieri e di oggi dello chalet ristorante che, sul lungomare Gramsci sud, porta il suo nomee, “Duilio” appunto.
A risuonare, in chiesa, anche le note di “Fiore di Maggio” di Fabio Concato, una melodia che profuma di mare, che sembra cullarsi su quella brezza marina che Duilio Iobbi ha amato assaporare fino all’ultimo. E che oggi lo accompagna verso il cielo.
A porgergli l’ultimo saluto sono arrivati anche il vicesindaco di Porto San Giorgio, Fabio Senzacqua, e il presidente del Consiglio comunale, Fabio Bragagnolo. Amici ed estimatori di Iobbi, prima ancora dell’essere istituzioni. Toccante il ricordo di Teresa Scriboni, storica direttrice della Confcommercio che, con le sue parole ha raccontato il lato più umano di un decano del commercio sangiorgese, che ha fatto del lavoro e della famiglia due capisaldi. E che proprio quel lavoro, con una grande partecipazione del tessuto commerciale cittadino, e, soprattutto, quella sua famiglia oggi erano lì a tributargli il giusto, doveroso omaggio. Con un’intera comunità a stringersi a loro per un abbraccio d’insieme nel ricordo, e nell’esempio, di Duilio, un uomo dal grande cuore e dalla spiccata generosità. Altre due qualità che ha saputo tramandare ai suoi cari. E quella scritta a chiedere “non fiori ma offerte alla Caritas” è più emblematica di mille altri esempi.
















