Fabrizio Cesetti

«Siamo di fronte a una carenza di organico che non è più un’emergenza temporanea, ma una criticità strutturale che investe l’intero dipartimento chirurgico e non solo. La Giunta regionale e l’assessorato alla sanità non possono continuare a fare finta di nulla, specialmente dopo essere stati già informati, in particolare sulla situazione limite in cui versa il reparto di ortopedia».

 

A dirlo è il consigliere regionale del Partito Democratico, Fabrizio Cesetti. Che sulla questione ha presentato un’interrogazione per «denunciare le pesanti criticità organizzative e la cronica carenza di personale che stanno colpendo l’Ast di Fermo e, in particolare, l’ospedale “Murri”».

 

L’iniziativa ispettiva nasce da una dettagliata segnalazione scritta inviata direttamente dal personale in servizio presso la struttura fermana, in cui i lavoratori evidenziano una situazione di sofferenza strutturale che rischia di compromettere la qualità delle cure, la sicurezza dei pazienti e la dignità professionale degli operatori, costretti a turni massacranti, alla rinuncia forzata ai riposi programmati e a continui richiami in servizio durante le ferie per garantire la continuità assistenziale.

 

«Nonostante l’avvio di alcune procedure concorsuali per infermieri e operatori socio-sanitari – spiega l’esponente dem – restano forti dubbi su quanti abbiano effettivamente preso servizio e su come queste risorse vengano distribuite. Si registra infatti una forte preoccupazione che le nuove assunzioni vengano destinate quasi esclusivamente ai servizi territoriali e alle case della comunità, lasciando sguarniti i reparti ospedalieri d’emergenza e chirurgia. Inoltre, a causa del taglio del personale di supporto e di collegamento, gli infermieri e gli operatori socio-sanitari sono spesso costretti a svolgere mansioni non direttamente assistenziali, sottraendo tempo prezioso alla cura diretta del paziente, mentre si assiste a un preoccupante rallentamento nei percorsi di stabilizzazione del personale precario e a forti limiti nell’accesso alle progressioni economiche per chi lavora in prima linea».

 

«La programmazione del personale – aggiunge Cesetti – è una responsabilità primaria della Regione. La verifica sulla coerenza di queste politiche con gli obiettivi di tutela della salute sarà inevitabilmente al centro del giudizio di parificazione del rendiconto regionale, fissato davanti alla Corte dei conti per l’udienza del prossimo 30 luglio».

 

«La giunta – conclude Cesetti – deve fare immediata chiarezza sulle verifiche avviate dopo le denunce dei lavoratori e deve fornire i numeri reali relativi alla dotazione organica dell’area chirurgica. Servono poi chiarimenti urgenti sull’esatta assegnazione delle nuove assunzioni effettuate nel corso del 2026, sui criteri seguiti per la distribuzione del personale tra presidi ospedalieri e territorio e, infine, sui provvedimenti immediati che si intendono adottare per accelerare le stabilizzazioni dei precari e garantire condizioni di lavoro sicure e dignitose».

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