«Fermo non è un’isola e non può pensare di disegnare il futuro dei servizi essenziali, a partire  dalla sanità, chiudendosi nelle stanze di Palazzo dei Priori. La nota congiunta dei sindaci di  Porto Sant’Elpidio, Sant’Elpidio a Mare, Monte Urano, Falerone non è solo una  preoccupazione, ma un atto di accusa politica che Italia Viva – Casa Riformista sottoscrive  integralmente ravvisando un preoccupante deficit di condivisione democratica e di visione  territoriale». Inizia così la nota proprio dei renziani di Fermo. 

«Le scelte sul futuro dell’ex ospedale ‘Murri’ e sulla rete ambulatoriale provinciale non  possono essere comunicate a mezzo stampa come un fatto compiuto durante la firma di un  protocollo d’intesa – esordiscono gli esponenti di Italia Viva Casa Riformista –. Ridisegnare  l’assetto sanitario dell’Ast Fermo, coinvolgendo strutture strategiche come il Murri e l’Inrca,  significa incidere sulla vita di 170.000 cittadini. È inaccettabile che i sindaci del territorio  debbano apprendere dai giornali decisioni che andrebbero discusse nella loro sede  naturale: la Conferenza dei Sindaci».

Per i riformisti, la centralità di Fermo come capoluogo «si dimostra con la capacità di guida e  di ascolto, non con l’arroganza (politica, ndr) di chi decide per tutti. Il sindaco Scarfini e l’assessore  Calcinaro escano dall’autoreferenzialità: la sanità territoriale si programma insieme agli altri  Comuni, non con passerelle istituzionali che scavalcano chi vive e amministra il territorio  ogni giorno.  Proprio in questo contesto di “forzatura” con il territorio si inserisce la firma del “Piano Città  degli Immobili Pubblici”. Una firma che, per quanto presentata in pompa magna alla  presenza del Sottosegretario Albano, solleva dubbi enormi sul metodo democratico adottato  all’interno dello stesso Comune di Fermo». 

«Mentre si firmano protocolli e si inaugurano “City Plan Center”, ci chiediamo: perché – incalzando da Iv – questo  dibattito non è passato per il Consiglio Comunale? – incalza la nota di Italia Viva Casa  Riformista –. Parliamo di 10 immobili strategici (dall’ex Inam a Villa Vitali, dalle ex Scuole  alla Caserma dei Vigili del Fuoco) che rappresentano il cuore del nostro patrimonio. Molti di  questi interventi richiederanno varianti urbanistiche, cambi di destinazione d’uso e  alienazioni. Ai sensi dell’Art. 42 del Tuel, queste sono competenze esclusive e inderogabili  del Consiglio Comunale. Italia Viva – Casa Riformista sottolinea che la firma del Piano è solo una “delimitazione del  campo”, ma la vera partita deve essere giocata alla luce del sole.  Non bastano i video-messaggi o le slide. Ogni singolo progetto che modifica il volto di  Fermo e impegna il suo patrimonio deve passare per le commissioni e per il voto dell’aula.  La “Fermo di serie A” evocata dal Prefetto si costruisce solo se le regole della democrazia e della partecipazione vengono rispettate, non se si cerca di trasformare i consiglieri  comunali in semplici spettatori di decisioni già prese». 

In conclusione Italia Viva – Casa Riformista chiede «la convocazione immediata della Conferenza dei Sindaci affinché il piano sanitario legato al recupero del Murri sia realmente condiviso e partecipato da tutto il territorio provinciale. Apertura di un tavolo di coordinamento provinciale sui servizi sanitari previsti all’ex Murri, per evitare che la riqualificazione edilizia diventi un vuoto a perdere senza una reale integrazione con il territorio.Un Consiglio Comunale aperto sulla rigenerazione urbana, dove la Giunta illustri chiaramente i costi, i tempi e gli impegni finanziari che graveranno sulla città. La rigenerazione è un’opportunità solo se è collettiva. Se resta un’operazione d’immagine  gestita da pochi, rischia di essere l’ennesima occasione persa per Fermo e per l’intera  provincia». 

 

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