
Nicola Loira
La pronuncia del Consiglio di Stato sulla gestione in house del porto turistico sangiorgese allarma il Pd.
Nicola Loira, capogruppo dem in Consiglio, come giudica sul piano politico la sentenza del Cds?
«Non ci meraviglia. Certifica un grave errore commesso dall’Amministrazione Vesprini, anche per le conseguenze che potrebbe comportare in prospettiva».
Ovvero?
«Il Cds ha avvalorato quello che dicevamo noi in Consiglio comunale, come gruppo di opposizione, Consiglio dove peraltro siamo sempre stati aggrediti verbalmente e messi a tacere quando abbiamo cercato di affrontare questo argomento. In sostanza è mancato un confronto sulle prospettive future del porto».
Ma sulla decadenza della concessione eravate favorevoli?
«Bene la decadenza, ma poi non è stato mai possibile aprire un dialogo con la maggioranza e sono andati dritti a testa bassa. Aldilà dell’aspetto Sgds, restano molte incognite. Chi attuerà il piano urbanistico o realizzerà i servizi interni al porto?”.
A quanto pare la Sgds Multiservizi
«Avevamo intuito che fosse questa la volontà dell’ente già dalla prima delibera. Ma riteniamo che la Sgds non abbia le sufficienti competenze. Un conto è conferire servizi (mensa scolastica, pulizia degli uuffici etc) che possono contribuire a sostenerla, un conto affidare asset per i quali la società non ha competenze tecniche ed esperienza e, come è accaduto per il porto, senza le motivazioni anche economiche che supportino questa scelta».
Ciò che ha ravvisato anche il CdS
«Dagli atti amministrativi non si evince che l’affidamento alla Sgds sia stata la scelta migliore ed economicamente più conveniente, nell’interesse della città o della pubblica utilità. Lo abbiamo fatto presente e siamo stati accusati di non voler bene a Porto San Giorgio. Di essere disfattisti. Ma quando si amministra ci sono garanzie di legge che sottintendono i procedimenti amministrativi e vanno rispettate. Gli obiettivi vanno perseguiti nel solco delle norme. Non vorrei che adesso ci fosse un effetto domino per l’altro asset strategico assegnato alla Sgds, ovvero quello relativo alla pubblica illuminazione, rispetto al quale abbiamo evidenziato le stesse criticità sollevate per l’affidamento della gestione portuale, quindi convenienza economica, rispetto dell’interesse pubblico e know how».
Eppure la giunta andrà avanti verso questa direzione, affidando il porto nelle mani della municipalizzata come ha annunciato anche il sindaco Vesprini proprio ieri.
«Siamo di fronte ad una società che non ha un Cda, in cui l’amministratore è unico e dove si va configurando una commistione tra controllore e controllato. Credo che qualcosa debbe essere rivisto».
Ora cosa si dovrebbe fare?
«Un ragionamento chiaro e suffragato da conti, numeri, obiettivi e proiezioni per non fare un capitombolo. Ma soprattutto vorremmo sapere chi attuerà il piano. Se, come hanno detto, non è realizzabile e non piace provvedano da subito a metterci a mano. Non è più tempo per soluzioni da “fast food”, occorre una pianificazione che consenta a Porto San Giorgio di riappropriarsi dei suoi spazi interni all’approdo. I cittadini debbono poter entrare nel porto senza ostacoli e sbarre e i diportisti debbono avere tutti i servizi di cui necessitano».















