Riceviamo da Luca Santamaria, segretario del Comitato Civico Rapagnanese, e pubblichiamo:

«Ringraziamo l’Amministrazione comunale di Rapagnano per la tempestiva e dettagliata risposta, che con nostra sorpresa ci dà ragione quasi su tutto. Infatti siamo stati noi per primi a riconoscere la necessità dei lavori al cimitero, su questo non avevamo dubbi. Quello che manca, invece, è proprio quello che lamentavamo nel nostro comunicato: manca la sensibilità per il disagio della popolazione, manca completamente la volontà di un dialogo trasparente con la cittadinanza. Mancano a dire il vero anche le risposte alle nostre domande, che ribadiamo: fatta salva la necessità dei lavori, davvero non si è sentita la necessità di presentare il progetto alla comunità prima dell’avvio dei cantieri? Era davvero impossibile prevedere un progetto che salvaguardasse le piante esistenti, soprattutto gli alberi storici ai lati della chiesa? 

A questo punto, se l’Amministrazione è legittimamente convinta che il progetto in corso di realizzazione fosse il migliore possibile (non lo mettiamo in dubbio, pur non conoscendone i dettagli non illustrati nella risposta pubblicata), ecco, se l’Amministrazione è convinta di poter sostenere il progetto davanti a qualunque dubbio, per quale motivo si è scelto di non dedicare nemmeno due ore ad un incontro con la cittadinanza? 

L’Amministrazione comunale è eletta democraticamente ed è chiamata a rispondere alle domande degli elettori. Chiedere questo non è un atto di lesa maestà. 

Il Comitato Civico Rapagnanese vuole farsi portavoce del bisogno di dialogo con l’Amministrazione, fatto non solo di cartelli e ordinanze che comunicano decisioni già assunte, ma fondato su occasioni concrete di ascolto e confronto. E di questo, nella risposta pubblicata, non c’è traccia, quale che sia la bontà dei lavori in corso. 

Il dibattito che si è sviluppato a seguito del nostro comunicato dimostra esattamente questo bisogno di dialogo democratico. 

In merito alla ricostruzione dei fatti che hanno visto protagonista il sig. (…), ci preme chiarire che il 17 Agosto il nostro concittadino, vedendo gli operai armati di motoseghe, è entrato nell’area dei lavori per chiedere cosa si stesse facendo. Vedendosi negare informazioni e chiarimenti anche dai membri dell’Amministrazione Comunale presenti in loco, è stato proprio il sig. (…) a chiamare le forze dell’ordine. Una volta ottenute le informazioni da parte della Forestale ovvero che l’autorizzazione, emessa dall’ufficio tecnico del Comune in quella stessa mattinata, riguardava l’abbattimento di 8 piante di thuja, il sig. (…) ha abbandonato l’area del cantiere. Non ci vogliamo addentrare nelle motivazioni che hanno spinto l’Amministrazione a fornire una diversa versione dei fatti. Vogliamo solo evidenziare che da diverso tempo circolavano delle voci sulla volontà di abbattere tutte le piante, compresi i grandi abeti storici, e che la reazione del sig. (…) davanti alle motoseghe è stata la reazione d’impulso di un cittadino turbato dai cambiamenti, che non ha creato nessun problema effettivo di ordine pubblico, ma solo preteso informazioni rilevanti che gli spettano di diritto in quanto cittadino ed elettore. Fatti i dovuti chiarimenti a tutela del nostro socio, registriamo in conclusione la chiara volontà dell’Amministrazione di non convocare un’assemblea pubblica per incontrare la cittadinanza faccia a faccia. In attesa che decida di farlo l’Amministrazione, continueremo noi a dialogare con la cittadinanza e a farcene portavoce».

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