Il saluto al Fermano del colonnello Gino Domenico Troiani, comandante provinciale dei Carabinieri

Il colonnello Gino Domenico Troiani saluta Fermo: cinque anni alla guida dell’Arma dei Carabinieri tra presenza sul territorio, prevenzione e vicinanza ai cittadini. Questa mattina presso il Comando Provinciale di Fermo si è tenuto l’incontro di saluto del Comandante Provinciale dei Carabinieri, colonnello Gino Domenico Troiani, il quale, in occasione del termine del suo incarico e del prossimo trasferimento ad altra sede, ha salutato di persona le autorità e la comunità. 

 

Arrivato nel 2021, subito dopo la fase critica dell’emergenza Covid, il Comandante lascia la guida della struttura dopo 5 anni intensi. Con la ripresa delle attività post-pandemia e il conseguente intensificarsi dei fenomeni criminali quotidiani, l’Arma ha saputo rispondere con determinazione, avvalendosi anche delle nuove modifiche normative che hanno dato strumenti di contrasto sempre più efficaci sul campo. Durante l’incontro, il colonnello ha voluto sottolineare il valore fondamentale del gioco di squadra sul territorio: un’efficace risposta ai crimini è stata resa possibile grazie al coordinamento continuo esercitato dalla Prefettura e alla collaborazione totale tra tutte le Forze dell’Ordine. Il cambio del Comandante non è una cesura: la struttura proseguirà ad operare nel segno della continuità e della fedeltà ai valori dell’Arma.

 

«Questo ultimo anno, come Carabinieri, è stato contraddistinto da una modifica ordinamentale: è stato rinforzato in maniera considerevole il servizio di emergenza, attuando una manovra di razionalizzazione interna a costo zero e un’iniezione di ulteriori unità da altre regioni. Questo fa sì che la vicinanza al cittadino sia più efficace e che si vedano più pattuglie per le strade. Scrivere fuori dal nostro presidio “Arma dei Carabinieri” e poi sprecare il personale per sorvegliare la sede stessa o per attività superflue lascia il tempo che trova: ci devono essere invece servizi più diffusi, più presenti e visibili, in modo da garantire sicurezza e incolumità al cittadino» il punto del comandante.

Affrontando il tema dei giovani e della percezione di insicurezza, il colonnello Troiani ha premesso che a ciascun episodio è stata data una risposta immediata. Si tratta di un fenomeno sociale evidente, riscontrabile nella quotidianità sia nelle strade sia nelle scuole. Tra le cause individuate ci sono la compressione vissuta durante il Covid e la conseguente costrizione a stare chiusi in casa, che ha esasperato l’uso dei social network, spesso veicolo di comportamenti poco ortodossi. A questo si aggiunge la facilità con cui è possibile reperire strumenti volti ad offendere come coltelli, spray urticanti e pistole scacciacani, elementi che agevolano il disagio generale.

Troiani si trasferirà a Chieti per assumere il ruolo di Capo Ufficio Logistico per la regione Abruzzo e Molise, con competenze più tecniche in vista del congedo previsto tra qualche anno.

Tra le attività di cui il Comandante si è detto maggiormente orgoglioso ci sono i numerosi controlli effettuati nei cantieri e nei luoghi di lavoro, portati avanti in sinergia con l’Ispettorato del Lavoro di Ascoli. 

 

«Quello che mi lascia Fermo è una popolazione onesta, con una forte domanda di sicurezza: questo mi consola perché se così non fosse non sarebbe una popolazione dai sani principi. Il nostro obiettivo nei 5 anni è stato quello di assottigliare la distanza tra la sicurezza reale e la sicurezza percepita  cercando di dare delle risposte concrete rispetto ai fenomeni criminali più diffusi» ha dichiarato il colonnello che proseguendo il suo discorso, ha affermato: «Ciò che tengo ad evidenziare è la nostra capacità di riscontro per quanto riguarda i reati nei confronti delle persone più deboli, per esempio contro le donne e le truffe agli anziani» sostenendo che molti sono stati i colpi assestati e tante le forme di prevenzione messe in atto grazie al coordinamento costante della Prefettura e al contributo delle altre Forze dell’Ordine. «L’unione e la solidarietà tra le istituzioni può garantire un feedback concreto al cittadino».  Le fenomenologie criminali evolvono continuamente ed è importante da parte delle Forze dell’Ordine  prevenire l’esasperarsi di tali avvenimenti. La risposta repressiva non è l’unica strada, ecco perché è cruciale la cooperazione con le agenzie e con gli enti locali. 

In conclusione dell’incontro, il Comandante ha voluto rivolgere un pensiero e un sentito ringraziamento: «In caserma lascio una squadra veramente affiatata ed unita. Anche nei momenti più difficili non mi sono mai sentito solo, al contrario sono stato affiancato da persone che mi hanno confortato con la dedizione e lo spirito di corpo. Questo sarà un qualcosa che porterò sempre con me».

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