Il progetto di riqualificazione del Girfalco (foto dal Coordinamento Ambientalista)

Riceviamo dal Coordinamento Ambientalista di Fermo, composto da Italia Nostra, Legambiente e Lipu e dell’Associazione Demos, e pubblichiamo:

«Si è svolto nei giorni scorsi un incontro particolarmente utile e costruttivo tra i rappresentanti del Coordinamento Ambientalista di Fermo (composto da Italia Nostra, Legambiente, Lipu e dall’Associazione Culturale Demos) e gli Assessori Maria Antonietta Di Felice e Giampiero Gallucci.

Nel corso del tavolo di lavoro, l’Amministrazione Comunale e il personale tecnico hanno illustrato in modo dettagliato le modifiche significative apportate al progetto (di riqualificazione del parco del Girfalco, ndr). Come Coordinamento, riteniamo che le novità presentate vadano decisamente nella direzione giusta: va quindi espresso un sincero apprezzamento e dato merito al grande lavoro svolto per recepire le istanze di tutela e salvaguardia avanzate. A titolo esemplificativo e non esaustivo le superfici pavimentate sono state estremamente ridotte, gli arredi esistenti saranno mantenuti ed un numero maggiore di aiuole nell’area attorno il cedro saranno rese “calpestabili”, eliminando le superfici piantumate con essenze arbustive e floreali, verso la piena fruibilità di tutte le aree del parco, come del resto ha confermato anche l’assessore Di Felice secondo cui “tutti devono poter passeggiare ovunque”.

Proprio a causa della delicatezza dell’intervento, i tecnici hanno poi evidenziato l’opportunità di procedere per stralci successivi. Si potrà quindi verificare sul campo, come peraltro già positivamente fatto per le modifiche apportate nell’area giochi, la reale compatibilità di quanto progettato con l’effettivo stato dei luoghi, mantenendo aperta la possibilità di effettuare ulteriori modifiche ed aggiornamenti qualora si rendessero necessari.

Nonostante gli indubbi progressi ottenuti, restano infatti a nostro giudizio ancora alcuni nodi da sciogliere per giungere a una definizione ottimale del piano. Si tratta di aspetti complessi la cui risoluzione non dipende direttamente dalla volontà o dal controllo del Comune, ma chiama in causa le competenze della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio.

Per affrontare questi ultimi punti critici in uno spirito di trasparenza e collaborazione istituzionale, il Coordinamento Ambientalista ha già provveduto a richiedere ufficialmente un incontro dedicato con i rappresentanti della Soprintendenza. L’auspicio è che anche questo passaggio possa portare a un confronto altrettanto proficuo nell’interesse esclusivo dell’ambiente e della comunità fermana.

Riteniamo infine necessario evidenziare che alcuni aspetti progettuali possono essere risolti in vario modo dal punto di vista tecnico, pertanto non riteniamo opportuno addentrarci troppo nel dettaglio. Riteniamo fondamentale invece, e l’incontro di qualche giorno fa va proprio in questa direzione, che si parta sempre da una solida condivisione delle idee di base, principi guida sui quali non possono esserci compromessi: la reversibilità degli interventi, la conoscenza e la tutela dell’esistente, la mitigazione degli effetti del cambiamento climatico (da attuare tramite la depavimentazione dei suoli e il contrasto all’effetto “isola di calore”), il rispetto dell’invarianza idraulica e una reale e corretta valutazione dei costi di manutenzione, sia sul piano economico che su quello ambientale».

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