Cresce un certo malcontento tra alcuni residenti e commercianti del centro storico di Fermo per via della riorganizzazione del trasporto pubblico locale diventata, a detta loro, un vero e proprio problema per i collegamenti urbani ed extraurbani. Al centro delle polemiche c’è la soppressione di alcune fermate storiche, l’obbligo del cambio mezzo al Terminal Dondero e il mancato coordinamento degli orari con la linea extraurbana per Porto San Giorgio, con gli orari dei treni e quelli degli autobus. A farsi portavoce dei disagi sono alcuni cittadini fermani, che hanno promosso una nuova petizione popolare per chiedere un intervento sia al Comune che alla Steat.

Sulla questione, comunque, già nei giorni scorsi si era espresso direttamente il presidente della Steat, Remigio Ceroni: «L’idea potrebbe essere quella di utilizzare mezzi da 8 metri, quindi più piccoli rispetto ai tradizionali, di cui la Steat si è dotata. Una dimensione media che potrebbe consentire l’arrivo e le manovre a Largo Calzecchi Onesti, senza tuttavia intralciare più di tanto il traffico del centro storico. Quando i mezzi di 12 metri di lunghezza arrivano non riescono a girare e devono fare diverse manovre. Per poter girare devono fare anche marcia indietro, con il rischio di investire qualcuno. Si decise allora, anni fa, di spostare gli autobus al Terminal. Per il futuro possiamo prendere in considerazione la possibilità di un ritorno, ma devono verificarsi alcune situazioni. Di certo stiamo acquistando sei mezzi elettrici di 8 metri, più compatibili con le dimensioni dello slargo. Stiamo anche allestendo la stazione di ricarica dei mezzi, per metterli in funzione una volta a regime. A quel punto si valuterà la possibilità».

Remigio Ceroni

Tornando alla protesta, questa mattina si è tenuta una conferenza stampa alla “Bottega del caffè Foschi”. Presenti Brunella Recchioni, in rappresentanza del Comitato per la revisione del trasporto pubblico a Fermo, e Rosa Maria Muzzarelli. Il problema principale riguarda la frequenza, gli orari e le coincidenze dei mezzi. «Io ho sentito gente disperata che non sapeva come arrivare a prendere il treno o l’autobus a Porto San Giorgio – afferma Rosa Maria Muzzarelli – se hai un servizio pubblico che inizia alle 5.50 della mattina devi avere un servizio che ti permetta di raggiungere i mezzi per quell’orario. Per cui sì, la prima richiesta è coordinare gli orari dei mezzi pubblici con quelli della linea urbana».

«Almeno – continua – deve esserci la navetta fino alle otto di sera e la mattina si dovrebbe iniziare presto. Qui la gente non viene più perché sei obbligato a fermarti al terminal e fare il cambio, la gente che abita in periferia non può fare il doppio cambio. Chiedete ai commercianti, qui è tutto morto! Se una persona ha bisogno di andare all’ospedale, deve comunque passare per il terminal e prendere il servizio urbano che non passa più per Largo Calzecchi o per la torretta…Vi sembra questo un servizio urbano? Questo significa isolare Fermo. Gli orari del servizio poi non sono affissi da nessuna parte, bisogna andarseli a cercare».

 

Brunella Recchioni chiarisce le richieste contenute nell’ultima mobilitazione: «Mi aspetto che a Fermo si ritrovi il collegamento per tutte le linee urbane e che il centro storico sia di nuovo collegato con il resto della città. Nella seconda petizione abbiamo rimesso la richiesta del capolinea dei servizi urbani dal terminal Dondero a Largo Calzecchi, e quello extraurbano con Porto San Giorgio, con la speranza di raggiungere quanti più residenti possibili, ma anche i tanti commercianti penalizzati da questo taglio». Tiene inoltre a sottolineare la natura spontanea e civica della protesta: «Vi assicuro che non siamo mossi da alcuno scopo politico, siamo solamente semplici cittadini che tra l’altro hanno fedi politiche totalmente diverse. Vogliamo andare dal sindaco per dire che in questo settore hanno fatto una cosa sbagliata. Si tratta di fermate storiche (quelle dove un tempo passava il trenino, ndr ) ed è stato un errore toglierle, perché si è creato un disservizio per i cittadini».

 

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