«Cara consigliera Vagnozzi, prendiamo atto della sua replica, ma respingiamo il tentativo di trasformare una discussione su scelte amministrative complesse in una contrapposizione tra chi avrebbe ragione oggi e chi avrebbe sbagliato ieri».
E’ un botta e risposta senza fine quello tra la consigliera di maggioranza, Giulia Vagnozzi, e il Pd. Pomo della discordia, l’ex cinema Excelsior. E stavolta tocca ai dem replicare: «Sull’Excelsior, il Pd non ha mai nascosto le proprie scelte. L’accordo con la proprietà fu individuato per recuperare un immobile abbandonato, restituirlo alla città e realizzare una sala pubblica senza scaricare sulla collettività l’intero costo dell’operazione. Quell’accordo non è stato portato a compimento: è un dato di fatto, ma non autorizza a riscrivere la storia ignorando il contesto giuridico ed economico nel quale fu maturato. Oggi condividiamo l’obiettivo di restituire l’Excelsior alla comunità, ma proprio per questo chiediamo chiarezza sui costi effettivi dell’esproprio, sulle risorse necessarie per la ristrutturazione, sui tempi e sulla concreta destinazione dell’immobile. Non sono cavilli né propaganda: sono doveri di chi amministra denaro pubblico».
«Quanto al Pnrr, citarlo come se nel 2020 fossero già disponibili tutte le opportunità e le risorse successivamente previste significa semplificare una vicenda che merita maggiore precisione. Le alternative vanno valutate sulla base delle condizioni reali di allora, non soltanto con il senno di poi. Sul porto, il Pd rivendica il lavoro svolto per arrivare all’approvazione di uno strumento di pianificazione atteso da decenni. Che oggi se ne discutano attuazione, tempi e prospettive non cancella quel percorso, né trasforma automaticamente ogni scelta compiuta in passato in propaganda elettorale. Infine, respingiamo il tentativo di attribuirci incoerenza perché oggi chiediamo confronto e trasparenza. La disponibilità a collaborare nell’interesse della città non significa rinunciare al controllo politico e amministrativo, né concedere un assegno in bianco a nessuno».



















