Nella mattinata di ieri presso la Prefettura di Fermo, il «Protocollo d’intesa per l’istituzione della Sezione territoriale di Fermo della Rete del Lavoro Agricolo di Qualità», alla presenza del Prefetto di Fermo, dott. Edoardo D’Alascio, della dirigente provinciale dell’Inps, dott.ssa Silvia Sgrilli, della dirigente dell’Ispettorato territoriale del lavoro Ascoli Piceno-Fermo, dott.ssa Giuseppina Natali, e del direttore interprovinciale dell’Inail, dott. Edoardo Antuono.
Hanno sottoscritto l’intesa anche i rappresentanti delle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil, delle associazioni di categoria Coldiretti e Confagricoltura e della Confederazione Italiana Agricoltura. Presente al tavolo anche il Centro per l’Impiego regionale, la cui partecipazione all’iniziativa è stata approvata dalla Regione Marche con deliberazione della Giunta regionale n. 1278 del 13 ottobre 2026.
L’accordo nasce dalla volontà condivisa di rafforzare la collaborazione tra istituzioni, enti preposti alla vigilanza, organizzazioni sindacali e associazioni datoriali per promuovere un sistema agricolo fondato sulla legalità, sulla qualità del lavoro e sulla valorizzazione delle imprese virtuose.
Tra gli obiettivi del Protocollo figurano l’incentivazione dell’iscrizione delle aziende alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, la promozione di meccanismi premianti e buone pratiche negli appalti di fornitura dei prodotti agricoli, il monitoraggio del mercato del lavoro e l’individuazione di modalità operative che favoriscano l’incontro tra domanda e offerta, in stretta collaborazione con i Centri per l’Impiego.
L’intesa prevede iniziative per favorire l’inclusione sociale nelle aree rurali, la sensibilizzazione sul tema dello sfruttamento lavorativo e la promozione di condizioni di lavoro dignitose, nel rispetto dei contratti collettivi e della normativa in materia di salute e sicurezza.
Nel corso dell’incontro è stata condivisa, in particolare, la necessità di investire nella formazione dei lavoratori agricoli, con specifica attenzione alla conoscenza della lingua italiana e alla sicurezza sui luoghi di lavoro. È stata sottolineata anche l’importanza di affrontare le criticità igienico-sanitarie degli insediamenti spontanei dei lavoratori stranieri e di favorire soluzioni organizzative, anche attraverso accordi con gli enti locali, per il trasporto dei lavoratori verso i luoghi di impiego.
La dirigente dell’INPS ha richiamato l’esigenza di restituire piena dignità al settore agricolo, evidenziando come, anche in un territorio complessivamente sano come quello fermano, sia fondamentale sostenere e valorizzare le imprese che operano nel rispetto delle regole. È stata inoltre evidenziata la semplificazione delle procedure di iscrizione alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, quale strumento per favorire l’adesione delle aziende virtuose.
Nel suo intervento, il Prefetto D’Alascio ha sviluppato una riflessione sul rapporto tra identità, cultura, lavoro e territorio, richiamando l’etimologia latina del verbo colere, da cui derivano i termini cultura, coltura e culto, e il suo significato originario di coltivare, abitare, aver cura e onorare.
Un richiamo particolarmente significativo per un territorio come quello fermano e piceno, la cui identità è storicamente legata alla terra, alle tradizioni e alle comunità che ne hanno custodito nel tempo il patrimonio materiale e immateriale.
In questa prospettiva, la cultura non è un concetto astratto, ma si traduce nella cura concreta del territorio e nel riconoscimento del valore di tutte le persone che contribuiscono alla sua crescita. Da qui il richiamo alla dignità del lavoro agricolo e al ruolo di chi, dagli imprenditori agricoli ai lavoratori, anche stranieri, concorre quotidianamente alla custodia del paesaggio, alla produzione e alla conservazione delle tradizioni locali.
La valorizzazione dell’agricoltura significa dunque non soltanto sostenere un settore economico, ma preservare un patrimonio identitario e culturale, coniugando tradizione e innovazione, sostenibilità ambientale e nuove prospettive di sviluppo.
La sottoscrizione del Protocollo rappresenta un passo concreto in questa direzione. Le parti si sono impegnate, inoltre, a riunirsi con cadenza semestrale per monitorare l’andamento delle iscrizioni alla Rete e aggiornarsi sulle nuove iniziative.
Fare rete, condividere responsabilità e competenze e promuovere una cultura della legalità significa contribuire non soltanto alla tutela dei lavoratori e delle imprese, ma anche alla salvaguardia e alla crescita culturale ed economica dell’intero territorio.
Martedì prossimo, invece, alle ore 10.30, sempre presso la Prefettura di Fermo, la cerimonia di sottoscrizione del Protocollo d’intesa per il rafforzamento della sicurezza sui luoghi di lavoro, finalizzato a promuovere un’azione coordinata e condivisa di prevenzione e contrasto degli infortuni sul lavoro e del fenomeno del lavoro irregolare.
L’intesa mira a rafforzare la collaborazione tra le istituzioni, gli enti e le parti sociali, attraverso il monitoraggio del fenomeno infortunistico, il potenziamento delle attività di prevenzione e vigilanza, la promozione di iniziative di informazione e formazione e la diffusione delle buone pratiche in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
Tra le principali previsioni del Protocollo figura l’istituzione, presso la Prefettura, dell’Osservatorio Provinciale Sicurezza sul Lavoro, presieduto dal Prefetto o da un suo delegato, quale sede di confronto e coordinamento per l’analisi delle criticità, la condivisione delle informazioni e l’individuazione di iniziative concrete, anche sul piano della diffusione della cultura della sicurezza, con particolare attenzione alle giovani generazioni.















