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Danielli: i figli donano il patrimonio in libri e progetti dell’architetto e urbanista

domenica 11 settembre 2016 - Ore 11:19
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daniellidi Cristina Donati

Alla presenza di Mauro Tosti Croce, direttore Soprintendenza Archivistica del Lazio che ne ha decretato il notevole interesse storico, il fondo archivistico di Sergio Danielli entrerà nel patrimonio pubblico, grazie alla donazione da parte dei figli. Per celebrare l’evento, l’Ordine degli Architetti della provincia di Fermo invita tutta la cittadinanza all’appuntamento di mercoledì nella cappellina di Villa Vitali, alle 17. Si tratta di un evento sicuramente unico per il nostro territorio: pochissimi sono gli Ordini degli Architetti che in Italia hanno la custodia di un fondo progetti, solamente Roma e Bologna.
Interverranno Giovanna Paci (Presidente dell’Ordine), Francesco Trasatti (vice Sindaco del Comune di Fermo), Alberto Palma (Presidente della Fondazione Carifermo), Pacifico D’Ercoli (Responsabile Fototeca provinciale di Fermo), Christine Danielli Underhill (figlia dell’arch. Sergio Danielli), Mauro Tosti Croce (direttore Soprintendenza Archivistica del Lazio), Maria Miano (architetto archivista dell’archivio Danielli) ed Antonello Alici (professore dell’Università Politecnica delle Marche).
L’archivio si compone di un fondo progetti (disegni, schizzi e plastici) che verrà custodito dall’Ordine degli Architetti nella Sala del Consiglio, la quale verrà intitolata all’illustre collega, una ricca collezione di pregevoli ed ormai rare riviste di architettura dagli anni ’60 in avanti che verrà consegnata all’Amm.ne per essere conservata nella Biblioteca comunale, riviste di fotografia alla Fototeca provinciale. Al momento l’archivio è stato inventariato, ma il lavoro da compiere è ancora lungo e prevede la schedatura del materiale donato. Tutto il materiale sarà, con le opportune precauzioni, reso disponibile al pubblico per essere consultato.
Sergio Danielli, laureatosi nel 1953 presso la facoltà di architettura di Roma, si specializzò nella pianificazione territoriale lavorando a partire dagli anni Cinquanta nel settore della progettazione architettonica e della pianificazione urbanistica. Membro dell’Istituto Nazionale di Urbanistica dal 1966, del Consiglio Superiore tecnico del Ministero delle Poste e Comunicazioni, e di varie commissioni, tra cui la commissione consultiva presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per i problemi inerenti la tutela del patrimonio artistico culturale, le commissioni per la pianificazione scolastica della regione Marche e per la tutela delle bellezze naturali della provincia di Ascoli Piceno.
Numerosi i concorsi a cui ha partecipato, ottenendo premi e riconoscimenti per la redazione di progetti sia urbanistici che di edilizia residenziale, sociale, industriale e turistica, diversi dei quali nelle Marche. Si ricordano: a Fermo il mercato coperto (1957, premio In/arch 1961), la Casa diRiposo a Fermo (1967), l’Istituto Tecnico (1968), gli edifici Gescal (1975) e il piano particolareggiato del centro storico (1975); sempre nelle Marche la villa Iacobini a S. Elpidio a Mare (AP) (1978) e la villa Stampatori a viale della Vittoria a Porto S. Giorgio (AP) (1980); in altre regioni i quartieri INA Casa a Bologna (con F. Gorio, 1959) e a Catania (1961), l’albergo a Punta del Lago, lago di Vico Ronciglione (1967), il piano regolatore generale di Amelia (TR), i piani urbanistici per il centro urbano di Latina(1975) ed il piano particolareggiato di Abuja – Nigeria (1983).


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