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Trasferimento della Potes a Fermo, Morese: “Da Loira poca trasparenza, imperdonabili silenzi e reazione blanda”

sabato 21 gennaio 2017 - Ore 19:19
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Emanuele Morese

Nell’agone politico sangiorgese, oggi tutto imperniato sul trasferimento dal primo febbraio della Potes dalla città a Fermo (leggi l’articolo), entra a gamba tesa anche il coordinatore comunale Fdi, Emanuele Morese: “Quella del trasferimento della Potes é una vicenda dai tratti grotteschi a danno della città e della sicurezza dei cittadini tutti, e non solo sangiorgesi. L’ennesimo atto di umiliazione che la politica infligge ad una comunità nel totale silenzio delle istituzioni. A detta del direttore Av4 Livini, l’amministrazione comunale, e quindi il sindaco, sapevano da tempo di questo trasferimento. Peccato che Loira si sia dimenticato di avvisare il consiglio comunale e la cittadinanza di questa eventualità. E così adesso ci troviamo senza Potes a giochi fatti. Ma oltre la mancanza di trasparenza, marchio di fabbrica del Pd, stupisce la reazione blanda del sindaco – continua Morese – ogni primo cittadino sarebbe sceso in piazza con i suoi concittadini a difesa di un servizio che garantisce sicurezza al suo territorio, ma Loira no. Loira ha preferito esprimere un timido disaccordo. Un disaccordo con la regione, governata dal suo Pd. Come se il suo parere fosse preso in considerazione da qualcuno. Oggi, Porto San Giorgio non conta più nulla, sia dal punto di vista economico-commerciale, sia da un punto di vista strategico. Depauperati di ogni cosa siamo allo sbando degli appetiti di tutti. Ma quello che fa più male – spiega Morese – è realizzare che non è Porto San Giorgio ad essere debole, ma chi la rappresenta. Avremmo preferito un sindaco forte che invece di alzare il telefono e prendersela con Agostini piangendo sulla stampa, avesse fatto la voce grossa con i poteri forti che saccheggiano la città. Un sindaco che avesse lottato per avere una Potes in più sul territorio, evitando questa lotta tra poveri cristi che si contendono una coperta troppo corta. Ma purtroppo ci è toccato altro. Qualora il sindaco decidesse di tornare a fare il sindaco della sua città, siamo pronti a scendere in piazza con lui senza bandiere per salvare l’ultimo presidio di sicurezza della nostra città per i sangiorgesi e per i turisti che frequentano il nostro territorio. Fare politica vuol dire avere coraggio contro i più forti, per i più deboli – conclude Morese – chi non ce l’ha è meglio se rimane a casa”.


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