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Dalla passione per le Maserati
ai 24 chili di cocaina
in mansarda…e sul pavimento:
i retroscena del sequestro dei record

PORTO SANT'ELPIDIO - Tutto nasce dal controllo di una targa temporanea scaduta. Si arriva alla villa protetta da sbarre alle finestre e telecamere. In casa anche strumenti per il confezionamento della cocaina. L'uomo finito in manette era seguito e monitorato da mesi
domenica 19 novembre 2017 - Ore 10:40
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di Giorgio Fedeli

DAL CONTROLLO IN STRADA ALLA SCOPERTA DELLA DROGA

Da una targa temporanea scaduta da soli tre giorni a quell’intercapedine tra muro e rivestimento con, nel mezzo, una cassetta di legno con all’interno zaini pieni di cocaina. Ovvero come in meno di un’ora si può passare da un controllo in strada al sequestro dei record. I carabinieri di Porto Sant’Elpidio e di Montegranaro, guidati dal comandante della compagnia di Fermo, il capitano Roland Peluso, e coordinate dalla procura della Repubblica capeggiata dal procuratore Domenico Seccia, ieri mattina hanno messo le manette a un uomo, ex artigiano nel settore calzaturiero, attualmente disoccupato, che nascondeva in casa 28 chili di sostanze stupefacenti: 24,2 chili di cocaina purissima e 4 chili di hashish. Valore sul mercato? 3 milioni di euro, spicciolo più, spicciolo meno. Un sequestro record in quantità e “qualità” per il Fermano. Parlare di intuizione è dir poco riduttivo se si considera che quell’uomo trovato in possesso di tutta quella cocaina, sequestro record per il Fermano, ha dei precedenti proprio legati a sostanze stupefacenti. Spacciatore? Anche questo sembra riduttivo per gli investigatori. Difficile credere che un “pesce piccolo” possa custodire nella mansarda di casa sua tutta quella polvere bianca. Che sia un fornitore della costa, magari in più province marchigiane? Che sia un uomo ‘di fiducia’ di qualche pezzo da novanta? Un trafficante? Un affiliato a una qualche organizzazione criminale? Tutto da appurare. Nulla da escludere per ora.

L’INTELLIGENCE

Di certo, infatti, il lavoro grosso per i carabinieri inizia proprio ora. Dinanzi a 30 chili di droga, di quella tipologia, non si può certo restare con le mani in mano. E le indagini potrebbero portare anche fuori continente, dall’Africa al Sud America. Gli investigatori, però, sembrano certi che la droga, in quella villa blindata con telecamere e sbarre alle finestre, fosse di passaggio. In casa infatti i carabinieri hanno trovato anche un sasso da 2,5 chili, di mannite, di quella utilizzata per tagliare la coca, un termos, dei frullatori, un’insalatiera sospetta, un tubolare con dei sacchetti di plastica per il confezionamento della droga, e un crick idraulico, presumibilmente usato per apporre degli stampi sui panetti da chilo. Stampi come un “pugno”, una “stella”, un “dollaro”. Tutto materiale per una fase specifica di lavorazione. E’ presto per dire cosa stiano a significare i simboli impressi sui panetti: potrebbe trattarsi di simboli che indicano la purezza della ‘roba’, la sua provenienza, la sua destinazione. Tutto da accertare come pure il principio attivo della cocaina, da un primo esame purissima, da 120 euro al grammo, al vaglio della Direzione centrale Servizi antidroga. E l’hashish? Forse anche quello è legato alla cocaina, magari da vendere come ‘sedativo’ dopo il picco provocato dall’oro bianco. Idem per i 25 mila euro trovati nella villa. Certo è che da ieri chi ruota intorno a quell’elpidiense con la passione per le Maserati può iniziare a tremare. Sì, una passione, visto che, a memoria, i carabinieri lo associano al volante di almeno due supercar del Tridente nell’arco di poco più di un anno. E proprio dalla targa della seconda Maserati, quella fermata ieri mattina per intenderci, è partito tutto con i carabinieri che, dopo aver riconosciuto il conducente, hanno deciso di estendere la perquisizione alla sua residenza. Militari dell’Arma e due unità cinofile in azione. E quando i cani delle Fiamme gialle sono entrati in quella villa sono letteralmente “impazziti”. Dritti verso la mansarda. Avranno annusato la cocaina dietro l’intercapedine? Probabile. Ma di certo l’allarme rosso ai Finanzieri a quattro zampe l’ha fatto scattare quella per terra.

LA PERQUISIZIONE

Sì, i carabinieri e i finanzieri hanno rinvenuto della cocaina anche sul pavimento della mansarda. Perché? Difficile dire anche questo. Polvere caduta per errore e lasciata lì senza dargli troppo peso? Non è da escludere nemmeno questo se la si associa a un uomo che, con precedenti, e con 30 chili di droga in casa, se ne va in giro con una Maserati dalla targa scaduta. Di certo, dopo il brillante colpo messo a segno e la mazzata passata allo spaccio che, giusto ricordarlo, arriva a solo 9 giorni dalle 12 ordinanze di custodia cautelare dell’operazione antidroga “Due Mari”, il lavoro grosso, quello di intelligence, anche internazionale, quello silenzioso e meticoloso che deve alzare il sipario sul mondo che ruota intorno a quell’ex artigiano elpidiense, inizia ora. Anzi è già iniziato.

 

Da sin. il capitano Peluso, il procuratore Seccia e il tenente colonnello Niglio


© RIPRODUZIONE RISERVATA


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2 commenti

  1. 1
    Alba Furiasse il 19 novembre 2017 alle 14:35

    Quanta delicatezza nell’omettere il nome!

  2. 2
    Felicia Spinozzi il 20 novembre 2017 alle 13:02

    E certo hai ragione!!! deve essere tutelato poverino ..!!

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